Le fiamme finiscono di divorare l’autobus ridotto a uno scheletro di lamiere. I corpi dei passeggeri, in gran parte civili, sono disseminati su una delle strade principali di Kramatorsk, la città simbolo, in mano ucraina, della cintura delle fortezze nell’ultimo lembo di Donbass che i russi vogliono occupare a qualsiasi costo. Alcuni resti sono pietosamente coperti dai lenzuoli bianchi dei soccorritori, altri sembrano manichini senza vita in tuta di ginnastica. Le due bombe plananti russe sono piombate per seminare morte e distruzione. Un secondo autobus è un groviglio nerastro di lamiere contorte. Il bilancio ufficiale registra 33 vittime, si pensa anche 5 bambini, il più piccolo di un anno, e 18 feriti. La strage più grave di civili e pendolari di quest’anno. Il raid è scattato alle 10 del mattino con l’obiettivo di trasformare Kramatorsk, già svuotata di due terzi della popolazione, in una città fantasma, la prossima Stalingrado ucraina. Non a caso il capo dell’amministrazione regionale, Vadym Filashkin, annuncia: «Considerato il netto peggioramento della situazione della sicurezza ho ordinato alle amministrazioni militari municipali di Kramatorsk e Sloviansk di sospendere il servizio di trasporto pubblico». Le due cittadine a pochi chilometri una dell’altra sono la linea del Piave delle forze ucraine nel Donbass, dove tutto era iniziato con i primi filo russi in armi nel 2014.
Il quotidiano The Telegraph ha scritto che il presidente, Vladimir Putin, avrebbe riesumato il generale Sergei Surovikin. L’alto ufficiale soprannominato Armageddon e macellaio di Aleppo, dopo aver riempito di bombe la parte della città in mano agli insorti e terroristi siriani. Il nuovo Zar avrebbe ordinato a Surovikin di guidare l’offensiva di droni e missili su Kiev per colpire ripetutamente i sette ponti della città con l’obiettivo di isolare la capitale rendendo ancora più dura la vita ai civili. Armageddon aveva combattuto da giovane in Afghanistan fra le fila degli Spetsnaz, i corpi speciali russi. Nel 1991 era rimasto coinvolto nel tentativo di golpe contro Gorbaciov. Dal 2017 al 2023 ha comandato le forze aero spaziali, ma poi è stato rimosso dal Cremlino sospettato di simpatizzare per il capo della Wagner, Evgenij Prigoin, che osò marciare su Mosca. Adesso sarebbe tornato in auge per martellare Kiev.
Oggi e domani una delegazione ucraina sarà in viaggio in Europa e poi negli Usa per tastare il terreno su un difficile incontro con i russi per riprendere i negoziati negli Emirati arabi. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che la strage di Kramatorsk non resterà impunita. E si è appellato agli occidentali: «Dateci i mezzi, aiutateci a proteggere i cieli e a dominarli e allora Putin si siederà al tavolo dei negoziati».
Sul terreno i corpi speciali russi si sono infiltrati fino a cinque chilometri da Kramatorsk, ma la manovra a tenaglia degli invasori su Sloviansk è stata respinta, per ora. Anastasia Zubrizka, giovane e coraggiosa medico di prima linea, mi aveva confidato nell’unico supermercato della città rimasto aperto e protetto dai sacchetti di sabbia, oggi bombardato: «Se cade Kramatorsk è come se cadesse tutta l’Ucraina».
