Il controsenso russo si palesa nell’antitesi tra quanto succede ogni giorno e quanto viene detto dal presidente Putin e i suoi sottoposti. Mai come negli ultimi giorni le forze di Mosca hanno intensificato i raid sull’Ucraina, non risparmiando, come abitudine, obiettivi civili. A parole invece, lo Zar e il suo portavoce Peskov raccontano che stanno lavorando a una soluzione diplomatica del conflitto, fatto che un giorno sì e l’altro pure, peraltro, viene smentito. Anche perché secondo indiscrezioni, il leader russo sarebbe tutt’altro che intenzionato a trattare e si sarebbe lasciato sfuggire con alcuni collaboratori che se la Russia non prende l’intero Donbass lui rischierebbe l’impiccagione. Spiegazione al perché della nuova offensiva.
Putin ieri ha incontrato il leader cinese Xi Jinping al vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai a Bishkek, in Kirghizistan, ma il tema Ucraina è stato secondario. «Ne hanno discusso solo di passaggio», ha spiegato il solito Peskov anche se non è affatto escluso che Putin abbia per l’ennesima volta chiesto un supporto in chiaro, oltre le forniture nascoste, che Pechino si guarda bene dal fornire. Aiuti necessari, perché secondo l’Economist, Putin ha deciso di «intensificare» il conflitto per nascondere la debolezza e i problemi interni. Sul campo è stallo, con l’avanzata nel Donbass che procede a rilento. E gli oltre quattro anni di conflitto hanno messo in ginocchio russa, anche per gli attacchi ucraini a lungo raggio che hanno colpito le raffinerie facendo schizzare i prezzi della benzina là dove si riesce a trovare senza difficoltà. «Se non prendo il Donbass mi impiccano», avrebbe detto ad alcuni collaboratori. E allora vale tutto, anche l’escalation e la guerra ibrida contro chi si mette di traverso facendo alzare le difese dell’Occidente. Eppure, dice lo Zar, «la Russia si sta adoperando per porre fine al conflitto in Ucraina, ci stiamo muovendo in questa direzione ha detto», in risposta al primo ministro indiano che lo aveva attaccato frontalmente: «Ogni giorno di guerra fa fare un passo indietro all’umanità, dobbiamo lavorare ogni giorno per mettere fine alle ostilità», ha detto allo Zar.
Mentre il consigliere di Putin Kirill Dmitriev dice che «il dialogo con la controparte americana continua», il presidente ucraino Zelensky spiega che «tutti i segnali provenienti dalla Russia indicano che il leader russo, personalmente, voglia ancora la guerra. Settembre potrebbe cambiare molte cose», ha aggiunto, affidandosi ai rappresentanti americani. Zelensky ha detto di aver parlato con gli inviati, Steve Witkoff e Jared Kushner, confermando che presto saranno a Kiev «per mettere a punto soluzioni per la pace». Ma sul campo, il conflitto continua e Kiev potrebbe avere un aiuto fondamentale da Elon Musk. Secondo il Financial Times, mister Tesla sarebbe pronto a dare a Kiev il permesso di lanciare attacchi in profondità utilizzando la tecnologia satellitare Starlink. Musk ne avrebbe parlato direttamente con l’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ma avrebbe delegato la decisione finale alla Casa Bianca. Vista la situazione reale e la propaganda inattendibile, molto, se non tutto, passa per Washington e resta nelle mani di Trump.
