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Guerra

Ebreo ucciso in Cisgiordania. Ben Gvir: “Terrorista a morte”

La vittima, 30 anni, ha 6 figli. Arrestato l’attentatore palestinese. L’Idf: “Demoliremo la sua casa. Offensiva per proteggere Yom Kippur”

Members of the Israeli forces stand guard near the site of a shooting attack that, according to Israeli officials, killed one Israeli near the settlement of Neve Tzuf, north of the West Bank city of Ramallah, Sunday, Sept. 20, 2026. (AP Photo/Mahmoud Illean) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

I ragazzi in costume si nascondono terrorizzati dietro a un muretto di pietra. A pochi metri di distanza, a un passo dalla sorgente termale naturale dove i giovani si erano recati per un’immersione religiosa e qualche ora di relax, risuona il rumore degli spari. È mattina vicino all’insediamento israeliano di Neve Tzuf, in Cisgiordania, e mancano poche ore all’inizio di Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione, la ricorrenza più santa e solenne del calendario ebraico, che termina stasera. Il video circolato sui social mostra il terrore per quegli spari inattesi. Poco più in là, per mano del terrorismo islamista, quei colpi segnano con il sangue e con la morte anche questa domenica di metà settembre. Netanel Shukrun, ebreo israeliano di circa 30 anni, padre di sei figli e proveniente dall’insediamento di Alei Zahav, nord della Cisgiordania, è stato ucciso mentre si trovava in auto con il figlio, rimasto fortunatamente illeso. A sparare è stato un terrorista palestinese, da un Suv da cui è poi sceso fuggendo a piedi, ancora armato. Un soldato è riuscito a ferirlo, ma l’estremista si è rimesso alla guida e si è diretto verso un ospedale vicino a Ramallah, dove è stato infine catturato dai soldati israeliani, imbeccati dall’intelligence dello Shin Bet.

L’ennesima vittima di odio antisemita scatena l’ira di Israele e rischia di infiammare ancora la Cisgiordania. Il primo ministro Benjamin Netanyahu, ancora prima dell’arresto dell’attentatore, promette che «nessun terrorista è immune» e ordina operazioni offensive su vasta scala in Cisgiordania, inclusa la demolizione dell’abitazione dell’omicida. Il ministro della Sicurezza, l’ultranazionalista Itamar Ben Gvir, chiede che venga applicata per la prima volta la pena di morte, in base alla nuova legge approvata a marzo e voluta proprio dal suo partito, Potere ebraico, contro chi si macchia di atti di terrorismo ai danni di uno o più cittadini israeliani. Il capo delle Idf (le Forze di Difesa israeliane) Eyal Zamir visita il luogo dell’attentato e anche dopo l’arresto, promette: «La nostra missione non è finita. Imporremo un blocco al villaggio (da cui proveniva l’aggressore palestinese, ndr) e condurremo indagini, attraverso le quali arriveremo a tutti coloro che hanno aiutato il terrorista». L’esercito è in stato di massima allerta per lo Yom Kippur, «con soldati rinforzati in tutti i settorie per tutta la durata del digiuno, garantisce il capo di Stato maggiore.

Il clima, d’altra parte, è incandescente da mesi da queste parti. I militari israeliani riferiscono di aver ucciso ieri un palestinese nel sito dell’ex insediamento evacuato di Ganim, nella Cisgiordania settentrionale, dopo che l’uomo ha tentato di investire i soldati con la sua auto. Allo stesso tempo, la violenza dei coloni israeliani in Cisgiordania non si ferma. Secondo l’attivista palestinese Osama Makhamra , i coloni hanno interrotto la fornitura d’acqua a 700 palestinesi nel villaggio di Ad-Daqiqa, nel deserto di Yatta, a sud di Hebron.

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