Zelensky apre, Putin chiude e chi dice di voler mediare resta con un pugno di mosche e di illusioni. Se di mezzo non ci fosse una guerra (e tante, troppe vite umane) potrebbe sembrare la trama di una commedia di serie B. Invece è tutto maledettamente serio e anche l’ultimo tentativo di organizzare un faccia a faccia tra i due leader, su proposta di Kiev, è fallito prima ancora di parlarne per davvero. Eppure, forse, più o meno nell’ombra qualcosa si muove.
Jared Kushner, inviato speciale e genero del presidente americano Trump, ha detto che Washington ha già preparato la parte principale di un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina. Ma c’è un problema non secondario. «Se l’Ucraina accettasse di cedere i territori richiesti da Putin, avremmo già un accordo», ha detto, aggiungendo che la questione territoriale dovrebbe essere risolta tenendo conto della situazione sul campo di battaglia. Serve trovare la «formula giusta che soddisfi tutte le parti coinvolte», ha concluso, consapevole del fatto che le richieste russe sono e restano le stesse, senza nessuna concessione o compromesso. Mentre si camndidano come mediatori anche Xi e Modi, a parole c’è grande disponibilità del Cremlino. «Incontro trilaterale? Se n’è discusso. Speriamo che si tenga in un futuro prossimo. A questo proposito, condividiamo l’opinione di Jared Kushner - ha detto il portavoce Dimitri Peskov - Nuove proposte, al momento non ce ne sono. Ma è proprio questo lo scopo dell’incontro trilaterale. Stiamo parlando del prossimo futuro. Quindi ottobre è sicuramente una possibilità, non può essere escluso». Mentre da Kiev arriva l’ok all’ipotesi trilaterale, con l’invito al tavolo esteso anche all’Europa, il consigliere di Putin per gli affari internazionali Yuri Ushakov invece (ma guarda un po’) inizia a tirare il freno. «Abbiamo bisogno di un’intesa su ciò che deve essere concordato riguardo alla questione territoriale. Tuttavia, vi sono molte altre questioni, moltissime in realtà, che devono ancora essere risolte. Ciononostante, se si registrassero progressi sulla questione territoriale, sarebbe probabilmente più facile procedere verso ulteriori intese». Il che vuole dire, in soldoni, che se Kiev cala le braghe e consegna a Mosca anche quelle zone non conquistate ma che Putin vuole a tutti i costi, allora si può parlare. Altrimenti, ancora e ancora «niet». Come nella peggiore delle commedie.
