E il «quia» oggi è l'indice mib rivolto al basso, come il pollice degli imperatori quando decretava la morte dei gladiatori. Non sono gli economisti ma i teologi, i metafisici, che possono capire senza spiegare- questa crisi mondiale. E come diventa piccolo piccolo Berlusconi e mignon i giudici e il ministro Tremonti davanti a una crisi cosmica e divina.
E come sono grottesche le iene della sinistra che davanti al crollo mondiale e all'ingloriosa fine dei suoi miti internazionali, Obama e Zapatero, travolti dalla stessa crisi, si ostinano ad addossare il disastro a Berlusconi. Qui non è in gioco una Ruby da strapazzo, qui la Borsa è la nipote di Dio in persona.I ciechi responsi del Dio Borsa
È Giove pluvio che manda fulmini e saette sui mercati finanziari. Non sono riuscito a trovare una spiegazione migliore: se i governi d'occidente sono tutti impotenti a fermare il crollo, se l'Europa perde l'Euro e resta solo con la coda, se la crisi non è un complotto internazionale e non ci sono colpevoli volontari con precisa identità, vuol dire che siamo tornati alla mitologia, anzi alla divinità
È Giove che manda a picco la Borsa. È Giove pluvio che manda fulmini e saette sui
mercati finanziari. Non sono riuscito a trovare una spiegazione
migliore: se i governi d'occidente, America inclusa, sono tutti
impotenti a fermare il crollo, se l'Europa perde l'Euro e resta solo con
la coda, se la crisi non è un complotto internazionale e non ci sono
colpevoli volontari con precisa identità, vuol dire che siamo tornati
alla mitologia, anzi alla divinità. La crisi è teologica, si perde nei
cieli oscuri della notte, Dio gioca in
borsa. Anzi la Borsa è Dio. Un tiranno onnipotente muove il mondo e i
disegni imperscrutabili di Dio, prima derisi, oggi si ritrovano nella
cieca volontà del Dio Borsa. Eliminate pure Dio dalla faccia della
terra, qualcosa lo sostituisce ed è più irrazionale dei responsi
divini. «State contenti, umana gente, al quia», dice Dante.
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