The Wall Street Journal, in vista della fine del 2025, ha pubblicato un'autocritica con l'elenco di previsioni che aveva fatto e che si sono rivelate errate: su Trump, dazi, inflazione, crisi economica Giù il cappello. Quello MAGA. Sempre detto che gli americani sono più professionali di noi.
Immaginiamo cosa dovrebbero fare i giornali italiani. Soprattutto quelli che, non da quest'anno, ma da anni, titolano: «Governo Meloni dura 6 mesi» (La Stampa, 28.9.2022). O: «Il clima sta cambiando» (Il Messaggero, 12.2.2023). Ma anche: «Autonomia, se scatta il quorum la premier va a casa» (La Stampa, 22.07.2024). Addirittura: «Il viaggio di Meloni da Trump? Inutile» (Corrado Augias, editorialista di Repubblica, 7.01.2025). Oppure: «Finita la luna di miele tra governo e elettori» (Linkiesta, 25.01.2025). E persino: «Avviso di sfratto per Meloni» (Domani, 5.06.2025).
Il punto è che non sono errori, ma peggio: è propaganda. Non è la realtà, sono desideri.
È sempre la solita commedia.
Ma la tragedia è che i giornalisti la casta più spocchiosa non studiano, ma vogliono insegnarti; non approfondiscono, ma pretendono di spiegarti; hanno idee vecchie, ma ideologie granitiche; non ne azzeccano una (vince sempre chi davano per perdente e viceversa), ma pontificano su tutto; non leggono, ma scrivono; non ascoltano, eppure continuano a parlare. E l'autocritica, se si manifesta, è sempre orgogliosa per sé, umiliante per gli altri.Speriamo solo siano sbagliate anche le profezie sulla morte del giornalismo.