I creditori di It Holding pronti all’offerta per l’intero gruppo

It Holding, il gigante del lusso in crisi, potrebbe rimettersi in piedi grazie ai suoi creditori. Il consorzio Athena, che raggruppa oltre cento aziende che operano come «contoterziste» per il gruppo di Isernia, ieri, nel corso del consiglio d’amministrazione che ha nominato alla presidenza l’ex ministro Giuliano Urbani, ha discusso l’ipotesi di allargare l’offerta presentata lo scorso settembre: non più soltanto Ittierre - la controllata del gruppo che ha in portafoglio numerose licenze griffate, da Just Cavalli a Galliano - ma anche gli altri due marchi, Malo e Ferrè.
Una soluzione «molto, molto probabile», sostiene una fonte vicina al consorzio: infatti consentirebbe di salvare la produzione in Italia delle imprese terziste e creditrici di It Holding che in prospettiva potrebbero anche recuperare i propri debiti, eventualmente sfruttando gli impianti per produrre anche per marchi stranieri.
La strada individuata sarebbe la creazione di una newco, costituita dagli stessi contoterzisti a cui si affiancherebbero nuovi soci bancari, attraverso un patto di sindacato i cui contorni sono però tutti ancora da definire, così come i termini della conversione in azioni del debito vantato verso il gruppo da parte delle imprese. Naturalmente sarebbe anche necessario investire risorse fresche nello sviluppo, specie sui mercati emergenti asiatici, particolarmente sensibili al fascino delle griffe, Ferrè in testa.
Tramonterebbe così la «soluzione-spezzatino», vale a dire la cessione separata delle singole attività del gruppo molisano, in amministrazione straordinaria dal febbraio 2009. Un’ipotesi che sembrava ormai definitiva, soprattutto dopo la presentazione al ministero dello Sviluppo da parte dei commissari Stanislao Chimenti, Andrea Ciccoli e Roberto Spada di un’integrazione al piano di riorganizzazione già depositato a novembre, con una specifica su Malo, la maison del cachemire, per la quale ci sarebbero già una decina di offerte.
Il marchio, che dovrebbe aver chiuso il 2009 con ricavi per 31 milioni e un margine operativo lordo nell’ordine dei 6-7 milioni, dovrebbe quindi essere ceduto per primo. In seguito toccherebbe a Ittierre e Ferrè, per i quali sono in corso «serie trattative condotte con estrema delicatezza», come ha recentemente ricordato lo stesso commissario Spada. Il nodo della questione, secondo fonti vicine al dossier, sarebbero le richieste da parte degli industriali interessati di «snellire» le aziende prima della cessione. In particolare per Ittierre si è fatto avanti pochi giorni fa Maurizio Borletti, erede del fondatore della Rinascente, interessato soprattutto alla «specialità» del marchio, le seconde linee dedicate ai giovani.
Se invece dovesse andare in porto il progetto della cordata, It Holding rimarrebbe in piedi con l’intero portafoglio di marchi e attività. Ma i tempi non permettono di andare per le lunghe, dal momento che l’asta per Malo potrebbe essere già fissata per metà febbraio: questa è la data che il commissario Chimenti ha detto di ritenere «auspicabile» al momento della presentazione dell’integrazione del piano dedicata appunto al marchio. La proposta di Athena dovrebbe quindi arrivare in tempi brevi. Per ora, il gruppo ha completato il rinnovo dei vertici: oltre a Urbani alla presidenza, è stato nominato alla vicepresidenza Gianluca Garbi, già ad di Mts e con numerosi incarichi nelle fondazioni bancarie, mentre resta come ad l’ex presidente Davide Colangelo.
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