I rom a Ponte di Nona saranno sgomberati

Marcello Viaggio

Su Ponte di Nona interviene il Prefetto. Riguardo al problema dei campi nomadi, Achille Serra ha dato il via, ieri, a una serie di misure concrete. Il piano degli interventi da effettuare è stato deciso nel corso del Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato ieri in via IV Novembre. Già da questo mese di settembre, al massimo entro una decina di giorni, partirà il monitoraggio sulla presenza e consistenza dei campi da parte del Tavolo tecnico della Prefettura. Con priorità per l’insediamento abusivo rom nella zona di Ponte di Nona, VIII Municipio. L’insediamento, così come risulta alla Prefettura, sarebbe composto da circa 80 nomadi, alloggiati in 10 camper e 9 baracche. Stando alle denunce dei residenti, però, il campo in questione - quello al Fosso Scilicino, a ridosso delle case di Ponte di Nona - si sarebbe perlomeno triplicato nelle ultime settimane. E continuerebbe ad attirare sempre nuove roulotte. Durante l’incontro di ieri, al quale ha partecipato il viceprefetto vicario, Angelo Malandrino, si è deciso comunque di effettuare un sopralluogo delle forze dell’ordine - vigili urbani e polizia - per verificare la presenza di donne e minori. Sarà quella l’occasione per valutare la consistenza del campo. Subito dopo, il Comune di Roma d’intesa con la Questura procederà allo sgombero. Durante la discussione si è detto che è stato effettuato, il 24 agosto scorso, lo sgombero di un altro nucleo di roulotte dal parcheggio del Polo Tecnologico, nel V Municipio. Anche qui occorre qualche distinguo. I rom in questione erano scinti, cioè giostrai, che rappresentano la minoranza dedita al nomadismo vero e si sarebbero allontanati di loro spontanea volontà in cerca di altre piazzole. Di fatto l’area parcheggio al Tecnopolo è libera. Ma resta uno spiegamento massiccio di campi piccoli e grandi in tutta la zona da via di Salone e Case Rosse fino a oltre la via Collatina. Il Tavolo tecnico della Prefettura discuterà nei prossimi giorni gli ulteriori interventi da effettuare, una volta bonificata l’area di Ponte di Nona. Serra si è sempre dichiarato contrario a grossi insediamenti, puntando a ripartire i rom in piccoli nuclei in modo da evitare il più possibile fenomeni di microcriminalità. Se a Ponte di Nona si ammassano i nomadi, saranno sgomberati. Questa la decisione. Anche se nessuno si nasconde il fatto che i nomadi arrivano a Roma da ogni angolo d’Europa. Sono tanti. E alla fine finiscono per scegliere zone dove la gente non è in grado di difendersi da sola. Di lì i grossi concentramenti di campi e di baracche come a Villa Troili, Prima Porta, Ponte di Nona. Altro argomento all’ordine del giorno, le decine di casupole abusive che proliferano sulle sponde del Tevere. La Regione ha annunciato che finanzierà l’opera di bonifica. Il prefetto coordinerà le operazioni di sgombero e metterà in atto le misure necessarie per evitare la ricostituzione degli insediamenti. Dalla Prefettura spiegano, infatti, che i precedenti sgomberi effettuati dal Comune, l’ultimo risale a maggio al quartiere Magliana, finivano col lasciare in pratica le cose come stavano, in quanto le baracche vuote venivano subito rioccupate da altri clandestini. Occorre al contrario demolire completamente le strutture.

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