Influenza suina, la febbre sale: in agosto 56 casi solo a Milano

Rientro amaro dalle ferie per cinquantasei milanesi. Si sono ritrovati con un souvenir sgradito: l’Influenza Suina. Ma se c’è chi l’ha contratta durante una vacanza studio all’estero o la villeggiatura in italia, c’è anche chi è stato contagiato senza muoversi da Milano e senza nemmeno essere stato a contatto con un parente proveniente magari dalla Gran Bretagna o dagli Stati Uniti dove il virus A/H1N1 è diffusissimo ed ha fatto anche delle vittime. Un evento che da noi non s’è ancora verificato, la nuova influenza si sta dimostrando non particolarmente aggressiva. «Paradossalmente- spiega Anna Pavan, dirigente dell’Ufficio Profilassi e Malattie Infettive dell’assessorato regionale alla sanità- si sta rivelando più lieve di quelle cui ci siamo abituati negli ultimi anni. La sua particolarità è la diffusibilità». Effettivamente questa influenza di origine suina si trasmette rapidamente e la conferma arriva dal boom di casi diagnosticati a Milano ad agosto: ben cinquantasei casi, quasi la metà dei centoventinove confermati tra i duecento sospettati a partire da maggio quando il virus A/H1N1 è stato rintracciato nella nostra città. Tutti gli ultimi contagiati hanno in comune la giovane età. Non mancano nemmeno i bambini. Precisamente quattro tra i due ed i sette anni. Indipendentemente dall’età, la maggior parte ha contratto la malattia durante un viaggio, non solo all’estero ( soprattutto in America, in Inghilterra e in Spagna) ma anche in una zona di villeggiatura nostrana. C’è anche chi non si è ammalato da solo ma in compagnia: dei cinquantasei milanesi ci sono due gruppi di tre persone ciascuno ed uno da sei che reduci da un viaggio si sono presentati insieme all’ospedale. Ed a proposito di nosocomi solo cinque dei cinquantasei contagiati sono stati ricoverati. «E non necessariamente - precisa la dirigente dell’Ufficio Profilassi e Malattie infettive della Regione- perchè presentavano un quadro allarmante. In alcuni degli altri cinquantuno casi non c’è stato nemmeno bisogno di somministrare farmaci antivirali. Delle settemila dosi che abbiamo depositato al Sacco solo un paio sono state distribuite in qualche altro ospedale cittadino. In molti casi non sono stati prescritti dei farmaci sintomatici ed a volte nemmeno questi, perché i pazienti quando sono stati visitati non presentavano particolari disturbi. I cinquantasei casi di agosto ed i settantatre riscontrati da maggio a luglio hanno presentato sintomi di modesta entità. La situazione non è preoccupante, ciò nonostante non bisogna abbassare la guardia e si deve stare in allerta perchè il virus tende a diffondersi sempre più facilmente». Se ne rimane contagiati anche senza recarsi oltreoceano, in gran Bretagna o in Spagna e nemmeno fuori dalla Lombardia come è accaduto a qualcuno dei nostri concittadini ammalatisi questo mese. «Dieci dei cinquantasei ultimi contagiati - dichiara la dottoressa Pavan - hanno contratto l’influenza a Milano. Hanno, infatti, raccontato di non essersi mossi dalla città e di non essere stati nemmeno a contatto con un familiare o un amico colpito dall’influenza all’estero». Queste dieci persone non avranno da ricordare una bella vacanza studio o un viaggio con gli amici, ma possono consolarsi con il fatto che si sono tolti il pensiero. Non devono temere di ammalarsi quest’inverno quando il virus sarà molto più diffuso.

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