Le iniziative per combattere la crisi

Quella di Vercelli è una delle province piemontesi che sta soffrendo di più la crisi. E gli spiragli per una ripresa, al momento, sono pochi. Il sistema bancario locale, in questo senso, ha messo e sta portando avanti qualsiasi iniziativa a sostegno del territorio

Le iniziative per combattere la crisi

Quella di Vercelli è una delle province piemontesi che sta soffrendo di più la crisi. E gli spiragli per una ripresa, al momento, sono pochi. Il sistema bancario locale, in questo senso, ha messo e sta portando avanti qualsiasi iniziativa a sostegno del territorio: sospensione delle rate dei mutui e una più oculata concessione di prestiti ai privati da una parte, una più stretta collaborazione con le cooperative di garanzia e con le associazioni di categoria per supportare le imprese dall’altra.

È aumentato a dismisura il ricorso alla cassa integrazione e alla mobilità, e le famiglie vercellesi ne hanno risentito. In particolare chiedendo una riduzione o l’interruzione provvisoria dei propri impegni finanziari mensili.

«Da molti mesi, ormai, le sospensioni dei pagamenti dei mutui ipotecari e gli allungamenti dei piani di rimborso sono le richieste più comuni che sono pervenute al nostro istituto», ammette Andrea Calderaro, responsabile commerciale retail area Vercelli della Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli (Biverbanca). Come si è mossa la banca? «Dallo scorso settembre abbiamo aderito al pacchetto di intervento Combatti la crisi lanciato dalla capogruppo Montepaschi, che consente, a fronte di una significativa contrazione del reddito del nucleo familiare, la sospensione fino a 12 mesi del pagamento delle rate dei mutui ipotecari. Inoltre, in questi ultimi mesi abbiamo utilizzato molto spesso una formula di finanziamento già avviata da qualche anno in collaborazione con la Provincia di Vercelli e la Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli. Si tratta di una linea di credito denominata Anticipazione sociale con la quale ogni mese anticipiamo ai lavoratori dipendenti di aziende ubicate nel territorio vercellese e in cassa integrazione straordinaria l’importo dell’indennità che viene poi pagata dall’Inps con diversi mesi di ritardo. Tutti i costi relativi all’anticipazione vengono sostenuti dalla Fondazione e a carico del lavoratore non vi è alcun onere», dice Calderaro.

Anche Intesa Sanpaolo  si è mossa in questa direzione, lanciando, fra l’altro,  il Prestito sostegno ai dipendenti di aziende piemontesi. «Si tratta di un finanziamento personale destinato ad anticipare le retribuzioni arretrate pari o superiori a tre mesi di stipendio non percepite dai lavoratori dipendenti, residenti o addetti in aziende operanti in Piemonte», spiega Giuseppe Pallotta, responsabile area Liguria e Piemonte sud di Intesa Sanpaolo. «Per questa iniziativa abbiamo lavorato in collaborazione con la  Regione Piemonte, che ha costituito un fondo di garanzia gestito da Finpiemonte. A livello nazionale, invece, abbiamo aderito al Piano famiglie, promosso dall’Abi e destinato al sostegno delle persone in difficoltà a far fronte al pagamento delle rate dei mutui. Anche a Vercelli abbiamo clienti che hanno già richiesto e ottenuto di rinegoziare il proprio mutuo o che hanno esercitato le opzioni di flessibilità (che prevedono la possibilità gratuita di rimodulare la durata del finanziamento o di sospendere il pagamento delle rate) inserite già da tempo nei nostri contratti». 

 

famiglie e imprese Stesso discorso per la Banca popolare di Novara, che nella provincia di Vercelli è presente con 29 sportelli, oltre le due in città. «Nell’ultimo anno sono state parecchie le richieste di rinegoziazione del mutuo», sottolinea Gianpiero Rinaldi, direttore della filiale di Vercelli di Bpn. «Le operazioni di surroga, quindi, sono state numerose, al contrario delle richieste di sospensione delle rate, che sono ancora poche. Dal nostro punto di vista è un segnale che evidenzia come le famiglie riescano tutto sommato a far fronte ai pagamenti per l’acquisto della casa. Ha subito, invece, una frenata palese la sottoscrizione di nuovi mutui, in considerazione della crisi che ha colpito il settore dell’edilizia. Una differenza notevole rispetto a quanto avveniva due-tre anni fa. Ultimamente, però, qualcosa sembra si stia muovendo». È cresciuto anche il ricorso al credito al consumo. «Sì», dice Rinaldi, «la richiesta di prestiti è aumentata. Si tratta di situazioni che hanno reso necessaria una surroga di altri finanziamenti in corso, con l’aggiunta di un ulteriore importo di 5-10 mila euro. C’è da dire che a sostegno delle famiglie anche la nostra Fondazione è scesa in campo con diverse iniziative». Fin qui i privati. E le imprese?    

Quale atteggiamento ha assunto il sistema bancario locale nei confronti delle Pmi? «I dati riferiti alla filiale di Vercelli, e anche quelli della maggioranza delle filiali delle banca, testimoniano come i flussi di nuove erogazioni di finanziamenti a medio termine, chirografari inclusi, si attestano a livelli equivalenti, se non lievemente superiori, alla media degli anni passati», afferma Pallotta. «Certamente un calo si registra per gli interventi che assistono le necessità di smobilizzo anticipato di crediti commerciali, ma ritengo sia in larga misura imputabile alla contrazione delle vendite che ha penalizzato l’andamento della quasi totalità delle aziende italiane».

«Nel 2009, la Popolare di Novara ha visto incrementare la percentuale relativa all’erogazione dei crediti del 7%-8% nella provincia, e del 14% nella sola città di Vercelli», sottolinea Rinaldi. «È nostra intenzione anche per il 2010 proseguire su questa strada, perché l’obiettivo è anche quello di far crescere le Pmi e quindi il territorio. Oggi il sistema imprese va sostenuto perché c’è bisogno di credito: lo dimostra il fatto che, al contrario di quanto avvenuto con i privati, la richiesta di sospensione delle rate per le imprese è stata sicuramente maggiore».  

 

selezione più marcata  Per Calderaro di Biverbanca, che nella provincia di Vercelli conta 47 filiali (di cui nove nel capoluogo), un centro imprese e un centro private, «la minore erogazione di credito di cui spesso si parla, deriva per lo più dalla forte contrazione degli investimenti da parte delle imprese e dalla minore richiesta di credito da parte delle famiglie per l’acquisto dell’abitazione. Biverbanca non ha mai avuto l’esigenza di limitare le erogazioni per problemi collegati al bilancio. Se un imprenditore ci presenta un progetto coerente e fornisce informazioni chiare, trova credito ora come lo trovava in passato, anche se oggi la leva finanziaria non può raggiungere gli eccessi di qualche anno fa».

Forse anche perché oggi la selezione del credito è più marcata. «Ci troviamo a operare in un contesto in cui molte imprese hanno subìto perdite di fatturato e contrazione dei margini e si presentano quindi più vulnerabili», risponde Calderaro. «Il compito della banca non è quello di concedere credito a tutti, ma di aiutare chi, seppur in difficoltà, presenta sufficienti possibilità di ripresa. Purtroppo devo constatare che in questo periodo di crisi anche nel vercellese sono aumentati i casi di aziende, di solito di piccole dimensioni, senza più reali prospettive di rimanere sul mercato».

Sulla stessa lunghezza d’onda è Pallotta. «Sicuramente si pone una maggiore attenzione, perché è indiscutibile che l’attuale congiuntura economica ci obbliga a una gestione del credito accorta. Tuttavia il gruppo Intesa Sanpaolo ha confermato per i prossimi tre anni l’ampia disponibilità di risorse creditizie per le imprese italiane di piccola e media dimensione. Il nostro modello organizzativo, che valorizza il radicamento sul territorio, ci consente di accompagnare la nostra clientela nella gestione finanziaria della propria attività. La conoscenza dell’imprenditore, dell’andamento congiunturale e delle specificità delle produzioni locali ci permette di concordare soluzioni, di condividere e assistere progettualità d’investimento e di innovazione».

 

associazioni e confidi Di una maggiore selezione del credito parla anche Rinaldi, che sottolinea l’importanza della collaborazione con i confidi e le associazioni di categoria. «La selezione si fa anche attraverso una più stretta relazione con questi organismi, con i quali le banche, in passato, hanno sempre sottoscritto accordi, seppur in  modo blando. Oggi non è più così. Stringere intese con i confidi e le associazioni di categoria è diventato un passaggio fondamentale. Per questo la Popolare di Novara ha firmato accordi con tutti i consorzi di garanzia fidi della zona, attraverso finanziamenti dedicati della durata massima di 60 mesi, e anche con associazioni come per esempio Confartigianato e Ascom». Ma l’apporto dei confidi non è ritenuto fondamentale solo dalla Popolare di Novara. «Con le società consortili di garanzia, che consideriamo partner insostituibili e interlocutori basilari con i quali confrontarci quotidianamente, Intesa Sanpaolo ha da tempo intessuto ottimi rapporti di collaborazione che intende ulteriormente intensificare», puntualizza Pallotta. «Aggiungo che l’accordo nazionale firmato lo scorso luglio con Confindustria Piccola Industria è stato un momento cruciale, che ha fatto da apripista anche a successive iniziative di sistema. L’accordo, che ha messo a disposizione delle aziende piemontesi mezzo miliardo per interventi sulla liquidità e la patrimonializzazione, è poi stato declinato a livello locale e qui a Vercelli il ritorno è stato ottimo».

Per Biverbanca il rapporto con confidi e associazioni è molto stretto e, come precisa Calderaro, «la valutazione congiunta delle esigenze delle imprese è ormai la regola non soltanto per la mitigazione del rischio dal lato banca e per i minori costi e la maggior facilità  di accesso al credito per l’impresa, ma anche perché con l’intervento del confidi, spesso emanazione della categoria di appartenenza dell’impresa, di solito si riesce ad andare più in profondità nel dialogo con l’imprenditore arrivando più facilmente a soluzioni soddisfacenti per tutti».         

 

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