Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 04:44
Interni

A Pontida Salvini lancia Sardone. E lei chiede le primarie a destra

La sfida dopo 15 anni di centrosinistra: “Milano deve essere amministrata da chi conosce la città casa per casa, quartiere per quartiere”. E oggi il Consiglio federale per indire un congresso straordinario

Eurodeputata Silvia Sardone ieri sul palco di Pontida dove ha chiesto le primarie del centrodestra per scegliere il candidato sindaco di Milano

inviato a Pontida

«Milano rialza la testa». Un po’ per la sua abituale foga, ma anche per la scaletta che rispettando la gerarchia del partito, da vice di Matteo Salvini l’aveva collocata prima di lui, fatto sta che dal palco di Pontida Silvia Sardone ha spoilerato l’annuncio del segretario. Una decisione prevista, anzi un ribadire quello che già le urne della Lega avevano certificato, collocandola al secondo posto proprio dietro il Capitano nel censimento leghista per il candidato sindaco.

E così «da milanese - l’investitura di Salvini sul sacro suolo -, spero dal prossimo anno di essere amministrato da un sindaco che conosce la città casa per casa, quartiere per quartiere. E questo sindaco non può che chiamarsi Silvia Sardone». Aggiungendo che «dopo 15 anni bisogna liberare i milanesi dalle sinistre». Uno dei tanti ingredienti con cui ha condito uno dei comizi più difficile della pur lunga carriera politica e al termine del quale con una mossa a sorpresa ha convocato per oggi in via Bellerio il Consiglio federale per indire un congresso straordinario nel quale chiedere un’altra la fiducia dopo quella già incassata l’anno scorso a Firenze. Una benedizione che avrebbe dovuto valere fino al 2029, ma che ora ha deciso di rimettere in gioco per arginare le richieste del Fronte del Nord dei governatori della Lombardia Attilio Fontana e del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, del Doge Luca Zaia e del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti.

Ma, riavvolgendo il nastro di Pontida di qualche decina di minuti, ecco Sardone arringare l’ormai variegato popolo della Lega. «A noi gli unici sondaggi che interessano sono quelli con i nostri militanti», ha attaccato riferendosi a quello che vedrebbe l’alfiere di Forza Italia Matteo Perego di Cremnago favorito su di lei e sul leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, sponsorizzato dai Fratelli d’Italia di Ignazio La Russa.

Di certo c’è che un programma elettorale ben articolato, Sardone oggi eurodeputata, ce l’ha bene in testa. Come dimostra il suo discorso, evidentemente frutto di anni di militanza sul territorio. E così, dopo aver ringraziato Salvini «per la fiducia», snocciola punto per punto il vademecum del bravo sindaco di Milano. «Sono pronta, con tutta la Lega, ad affrontare la sfida delle comunali - la premessa - E a rilancio l’opportunità delle primarie nel centrodestra». Poi l’attacco a «una sinistra pessima che da anni obbliga Milano all’immobilismo, al degrado e all’insicurezza». Di qui la necessità di «una campagna d’attacco per ridare entusiasmo alla città: non è più accettabile che nelle cronache dei giornali, Milano risulti la capitale dei record di reati e di multe. E venga ricordata solo come la città dei maranza, dei cantieri fermi, degli affitti alle stelle, delle moschee abusive e delle piste ciclabili». Perché, assicura, «Milano ha bisogno di ritrovare una visione e di svoltare dopo gli anni di mediocre amministrazione di Beppe Sala». Ma i temi non sono solo cittadini. «Non è più tollerabile - prosegue - che si riveda quello che è successo a Milano, dove il Natale è stato ribattezzato Festa del bianco inverno. Vergognatevi». E poi «ci sono immigrati che lavorano, ma quelli che delinquono devono essere rimandati nei loro Paesi». Il tono sale. «Ci sarà un giorno in cui ci chiederanno dove eravamo quando gli stranieri invadevano le nostre città. E noi della Lega potremo dire che noi c’eravamo per impedirglielo». E quindi «a Milano basta centri sociali, basta gente che occupa le case, basta insicurezza, basta degrado. Ma anche basta con una sinistra che odia le auto e dice che a votare centrodestra sono solo gli ignoranti». E chiude promettendo «una Milano dove fare impresa non sia una colpa» e chiedendo «una Lega di donne libere ed emancipate».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.