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Perego e il blitz a Corvetto: “Così si sente la presenza dello Stato”

L’aspirante sindaco al fianco dei carabinieri: “Milano non può convivere col degrado”

Sottosegretario Matteo Perego di Cremnago è nato a Milano il 18 agosto 1982

Le sirene arrivano sabato sera, quando inizia il tramonto. Dalle nove all’una di domenica, il quartiere Corvetto si è ritrovato al centro di un dispositivo di controllo imponente, orchestrato dall’Arma territoriale e guidato dai Comandanti delle Stazioni Carabinieri di Rogoredo e Milano Vigentino. Non un’operazione qualunque: al fianco delle componenti infoinvestigative provinciali e del Nucleo Radiomobile, sono scesi in campo i militari della linea mobile, effettivi al 7° e al 13° Reggimento rispettivamente di stanza a Laives e Gorizia a bordo dei blindati Lince. Dall’alto, a vigilare sull’intera area, un elicottero del 2° Nucleo Elicotteri di Orio al Serio.

Il dispositivo si è arricchito ulteriormente con i Carabinieri del Gruppo Tutela Salute e del Gruppo Tutela Lavoro di Milano, e con il supporto della Compagnia di Intervento Operativo del III Reggimento «Lombardia» e del Nucleo Cinofili di Casatenovo (Lc).

Tra chi ha seguito da vicino l’operazione, il Sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, che ha voluto portare un saluto e un ringraziamento agli operatori impegnati in un’area che, sono parole sue, vive «un alto degrado». Perego ha raccontato di essere rimasto colpito positivamente dalla reazione dei residenti, che filmavano il passaggio delle forze dell’ordine: «Si percepiva la presenza dello Stato» ha detto, davanti a un ristorante di Corvetto chiuso proprio nell’ambito dei controlli.

Ma il ragionamento dPerego di Cremnago è andato oltre la singola giornata di controlli. Ha lodato il lavoro di Amsa, pur constatando che «Milano è ancora piena di rifiuti» citando Corso Como e la stazione Garibaldi dove l’ammasso di spazzatura non riguarderebbe solo i locali della movida e piazza Selinunte come simboli di un problema diffuso.

«Possiamo alzare un po’ l’asticella - ha detto Perego - Milano non può convivere con il degrado. E oltre a pensare a raccogliere la pattumiera serve sanzionare chi realizza graffiti abusivi e recuperare gli spazi occupati da forme di abbandono, restituendoli alla cittadinanza».

Il consigliere ha poi allargato lo sguardo a una riflessione più politica: ha parlato di un’assenza totale di presenza fisica delle istituzioni in alcune periferie. E pur ammettendo di non provenire lui stesso da quei quartieri ha spiegato: «Mi appaga stare in mezzo alla gente: in questa fase storica serve tornare al reale, al tangibile, lontano dalla comunicazione artefatta del digitale. La politica deve diventare questa cosa qui» ha concluso, indicando nello sviluppo urbano fondato su bellezza e verde un modello replicabile in altre zone della città.

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