C’è grande attesa per l’8 novembre. Non solo perché Report tornerà in onda con una nuova stagione, ma perché quella sera si capirà davvero che cosa è rimasto della trasmissione dopo l’uscita di Sigfrido Ranucci e quale direzione intenda prendere una delle redazioni più delicate della Rai. I nuovi conduttori sono stati scelti, il nuovo assetto è stato disegnato, ma la partita è tutt’altro che chiusa. Sullo sfondo rimane infatti la decisione del Tribunale del Lavoro sul ricorso presentato da Ranucci contro la Rai per ottenere la reintegrazione alla conduzione e alla responsabilità autoriale del programma.
È questo il paradosso con cui Report si prepara alla ripartenza: la Rai ha già costruito il dopo-Ranucci mentre Ranucci, davanti al giudice, chiede di cancellare proprio quel «dopo» e di tornare al suo posto. Una situazione che inevitabilmente pesa anche sugli equilibri della redazione, dove l’uscita di Sigfrido non avrebbe affatto prodotto una posizione unitaria. Anzi. Dentro Report si sarebbero ormai delineate due fronde. Da una parte rimane uno zoccolo duro, minoritario ma determinato, che continua a sperare nel suo ritorno e che avrebbe in Giulia Innocenzi il suo principale punto di riferimento. Dall’altra c’è invece una componente più larga della squadra, nella quale si ritrovano anche diversi storici della trasmissione (tra cui Giorgio Mottola e Giulio Valesini), convinta che l’esperienza precedente debba considerarsi conclusa e che Report debba voltare pagina. Per questo gruppo la strada sarebbe quella di consolidare il nuovo assetto per la stagione. Questo anche perché c’è da affrontare il tema più delicato di tutti: Ranucci-Lavitola. Report seguirà la vicenda già nella prima puntata. Una scelta tutt’altro che secondaria, considerando che questa volta la trasmissione si troverebbe a raccontare una storia che riguarda direttamente il suo ex conduttore e i rapporti intrattenuti da quest’ultimo con il mandante reo confesso dell’attentato, Valter Lavitola. La decisione di parlarne sarebbe presa, ma manca la formula. Non sarebbe stato deciso se dedicare alla vicenda un servizio strutturato, uno spazio introduttivo, una ricostruzione giornalistica più ampia o utilizzare un’altra soluzione editoriale. Anche perché da qui all’8 novembre può ancora accadere molto. La redazione intende seguire fino all’ultimo gli sviluppi giudiziari e giornalistici del caso e solo a ridosso della messa in onda verrà definito il perimetro del racconto. Report dovrà raccontare Report e decidere come affrontare una vicenda che ha coinvolto il giornalista che per anni ne ha rappresentato il volto. Dovrà farlo mentre una parte della redazione continua a sperare nel ritorno di Ranucci e un’altra vuole invece dimostrare che il programma può andare avanti senza di lui.
Le tensioni avrebbero anche un riflesso sindacale. Uno dei tre componenti del Cdr Rai proviene da Report e non sarebbe un caso che ieri sia uscito il comunicato che smentiva l’articolo di Simone Canettieri sul Corriere della Sera in cui ricostruiva proprio i timori di un ritorno di Sigfrido.
