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Adesso la sinistra si vergogna di Sigfrido. Persino Avs lo scarica: “Niente seggio per lui”

Anche Bonelli lo evita: il Pd tace, solo Ruotolo in sua difesa. Sparata di Ranucci: “Io vittima che non ha precedenti a livello mondiale”

Verde Sopra Angelo Bonelli di Avs

Angelo Bonelli scarica Ranucci? Beh, sembrerebbe quantomeno un tentativo quello che si legge nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera circa l’ipotesi che il volto Rai si possa candidare tra le fila di Avs. Certo, dopo Soumahoro, Salis e forse Francesca Albanese non ci sarebbe da stupirsi se arruolassero anche il migliore amico di Valter Lavitola. Ma forse è troppo anche per i gemelli della sinistra Bonelli-Fratoianni.

Se quest’ultimo aveva reagito il giorno prima con fare ironico, l’altro leader del partito sembra aver preferito fugare subito ogni dubbio, relegando la questione a «una notizia priva di fondamento che posso giustificare soltanto con il vuoto di notizie di agosto». C’è da fidarsi? Alla vigilia delle Europee Bonelli andò in tv (su La7) per smentire, con le stesse parole usate nell’intervista al Corriere, l’eventuale candidatura nella lista Avs di Ilaria Salis.

Salvo poi presentarsi, una settimana più tardi, in sala stampa alla Camera con Fratoianni per annunciare la candidatura dell’attuale europarlamentare. Marco Grimaldi, deputato Avs, interpellato da Il Giornale per le vie brevi fa sapere di essere estraneo alla questione. «Non so nulla, sono fuori». Ma Ranucci sarà presente alla kermesse di Avs come relatore e, quando la giornalista di Via Solferino glielo fa notare, Bonelli replica con un «e quindi? Alla nostra bellissima festa Terra abbiamo previsto presentazione di un libro ogni giorno. A giugno abbiamo chiesto a Ranucci di presentare il suo. Smentisco categoricamente la sua candidatura». Insomma, l’invito era partito ben prima che emergesse il fatto che Lavitola, considerato il mandante della bomba sotto casa di Mr Report, venisse indagato e uscissero le intercettazioni che li vedono legati oltre ogni ragionevole dubbio.

Forse, se gli inviti fossero partiti dopo quel 4 luglio (notte della perquisizione a carico del faccendiere) nemmeno Avs lo avrebbe invitato. Ranucci, dai suoi profili social, rilancia imperterrito gli attacchi contro media e partiti di destra: «Grazie a tutti coloro che mi stanno manifestando attestati incredibili di solidarietà, di affetto, di vicinanza, in questi due mesi di oltre duemila articoli che appartengono a una character assassination che forse non ha precedenti nella storia del nostro Paese, ma forse anche a livello mondiale. Una sorta di gogna politica di giornali di partito».

Il no a Ranucci nasconderebbe però una strategia che il campo largo pare stia adottando in vista del voto per le politiche: via gli imbarazzi. Dopo la battaglia woke che porta via voti (cestinata da un giorno all’altro da Giuseppe Conte), la sinistra prova a mollare il fu paladino del campo largo. Che, se prima era considerato un eroe, ora può diventare terreno scivoloso in campagna elettorale. Nessuno a sinistra vuole caricarsi sulle spalle il povero Sigfrido?

Il Pd, ormai da settimane, ha optato per la strada del silenzio. Dopo i palchi per Ranucci, la segretaria e il suo cerchio magico sono spariti. L’unico che continua a battersi per Mr Report è Sandro Ruotolo, fratello gemello di Guido, l’amico di Valter Lavitola. L’unico spazio possibile è nel Movimento 5 Stelle. Conte potrebbe offrire a Ranucci l’exit strategy dalla Rai, con un seggio alla Camera. Sono tutte ipotesi per ora. Nulla di ufficiale. Soprattutto perché si attendono gli sviluppi investigativi. A sinistra ormai è iniziata la conta delle stelle cadenti. Dopo Ranucci potrebbe toccare alla relatrice Onu Francesca Albanese, finita in un cono d’ombra. Tempi duri per i volti e le star del campo largo.

PaNa

GiuSor

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