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Piacenza, il maiale sparisce dalle mense. Il centrodestra: “Così cancellano le nostre tradizioni”

Dal 20 ottobre via coppa, lonza e prosciutto cotto. FdI e Lega sospettano una scelta per venire incontro agli alunni musulmani: “Le diete alternative esistono già”

Il Comune in bolletta taglia la mensa ai bambini

Fuori la carne di maiale dal menù delle mense scolastiche di Piacenza. Niente più coppa, lonza e prosciutto cotto nella nuova programmazione autunno-inverno, in vigore dal 20 ottobre. Alimenti che comparivano nel menù dello scorso anno, ora – forse – tagliati per non urtare la sensibilità religiosa di alcuni alunni. Questa la denuncia di Fratelli d’Italia, una cancellazione che ha immediatamente acceso la polemica politica in città ma non solo. Tranchant anche il vicepremier Matteo Salvini: “Assurdo e inspiegabile. Alla faccia dell’inclusione…”.

Ma andiamo per gradi. A sollevare il caso è stata Sara Soresi, capogruppo FdI in Consiglio comunale. “Dal menù della mensa scolastica, dal 20 ottobre, sparisce la carne di maiale: coppa, lonza, prosciutto cotto, presenti nel menù autunno-inverno dello scorso anno, nel nuovo menù non ci sono più”, quanto affermato dalla meloniana: “Non mi si dica che è una scelta dettata da esigenze nutrizionali - riporta Il Piacenza - così come Ausl e Comune avevano cercato di giustificare quando, due anni fa, è scoppiato un caso del tutto analogo nella vicina Lodi: se si trattasse di una semplicemente questione nutrizionale, sarebbe difficile spiegare la cancellazione proprio e soltanto della carne di maiale”.

La tesi avanzata dal capogruppo di Fratelli d’Italia è un’altra: “La verità è che si è deciso di tenere conto delle esigenze religiose di una parte degli utenti”. Secondo la Soresi “è da anni che dalle mense riferiscono che i bambini di religione musulmana non consumano questi alimenti e, in alcuni casi, non vogliono nemmeno entrarci in contatto”. Da qui l’affondo: “Tassello dopo tassello, stiamo svendendo le nostre tradizioni per adeguarci a quelle di chi arriva da altri Paesi”. E ancora: “È davvero triste pensare come, nel nome dell’inclusione, stiamo cancellando, un pezzo alla volta, ciò che siamo”.

Sul caso è intervenuta anche la Lega, invocando chiarimenti pubblici ad Ausl e amministrazione comunale. “Una scelta che riteniamo inaccettabile: noi non crediamo alle coincidenze”, la linea del Carroccio: “Quando tutte le tipologie di maiale spariscono insieme dal menù dei nostri bambini, pensiamo sia evidente che si tratti di un gesto voluto, che ha altri significati che vanno oltre a quelli ufficialmente finora raccontati”.

Per la Lega non si tratta soltanto di una questione alimentare: “Stiamo parlando della nostra tradizione, della nostra cultura, di prodotti della filiera italiana e piacentina che da sempre fanno parte dell’alimentazione dei nostri ragazzi e che improvvisamente vengono cancellati senza una parola alle famiglie”.

Da qui la richiesta di fare luce sull’intero iter: “Quali sono i criteri reali che hanno portato a questa esclusione totale? Chi ha deciso e perché?”. Ma non solo: “Se le parziali motivazioni che sono state rese pubbliche fino ad ora corrispondono a verità, non ci dovrebbero essere problemi a reintrodurre altre tipologie di carne di maiale. Se così non fosse, si confermerebbe invece che ci sono altre motivazioni non rese pubbliche dietro la scelta”.

Il punto politico è riassunto in una frase: “Le mense non possono diventare il luogo di messaggi ideologici calati dall’alto. Rispettare tutti non significa togliere a tutti”. Per le esigenze sanitarie, religiose o etiche, ha osservato ancora la Lega, “esistono da sempre i menù alternativi e personalizzati”: “Quello che non accettiamo è che l’alternativa diventi l’unica regola imposta a tutti”.

Sulla vicenda è intervenuta anche la senatrice piacentina della Lega Elena Murelli. “La decisione di eliminare dal nuovo menù delle mense scolastiche piacentine la carne di maiale, compresi alimenti che erano presenti nella precedente programmazione, merita spiegazioni chiare”, la sua analisi. Per la Murelli siamo di fronte a “una scelta che finisce per impoverire l’offerta alimentare e che rischia di cancellare prodotti profondamente legati alla cultura e alla tradizione del nostro territorio”. La senatrice ha ricordato inoltre che il Comune prevede già la possibilità per le famiglie di chiedere diete specifiche “per motivi religiosi o etici”, oltre naturalmente a quelle necessarie in presenza di allergie o intolleranze.

E a Piacenza la questione ha inevitabilmente anche un forte valore simbolico. “Piacenza è una terra che ha costruito anche sulla propria cultura agroalimentare una parte importante della sua identità”, la sottolineatura Murelli, ricordando i tre salumi Dop del territorio: Coppa piacentina, Pancetta piacentina e Salame piacentino, prodotti che rappresentano “storia, lavoro, imprese e territorio”.

La linea indicata dalla senatrice è quella di mantenere le alternative senza cancellare il menù ordinario. “Questo è il modello che ritengo corretto: rispettare tutti senza imporre a tutti la scelta di alcuni”. Chi non consuma determinati alimenti, ha aggiunto, “deve poter disporre di un’alternativa adeguata”. Poi la conclusione che sintetizza l’intera polemica: “L’inclusione deve aggiungere possibilità, non eliminarle. La scuola deve insegnare il rispetto delle differenze, non trasformarlo nella rinuncia alle nostre tradizioni”.

Ora toccherà ad Ausl e Comune spiegare le ragioni della nuova programmazione. Il centrodestra chiede soprattutto di sapere perché siano sparite contemporaneamente tutte le diverse preparazioni a base di carne suina e se la decisione sia legata soltanto a valutazioni nutrizionali oppure anche ad altri criteri. Tra i sospetti sollevati c’è quello che si sia voluto evitare di proporre alimenti vietati dalla religione islamica, per non urtare la sensibilità degli alunni musulmani. Da qui la richiesta che il maiale torni nel menù ordinario, lasciando a chi non lo consuma per ragioni religiose la possibilità, già prevista, di scegliere un’alternativa.

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