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Ascoltare Pinocchio? No, il grillo

La retorica dell’esclusione non spiega la violenza, la scusa: fa del saccheggiatore una vittima e della vetrina rotta un sintomo

Scontri tra manifestanti a Manifestazione contro il caro vita a Milano sabato 17 ottobre 2026. (foto by Stefano Porta/LaPresse) clashes between protesters at Demonstration against the high cost of living in Milan saturday 17 october 2026 (Photo by Stefano Porta/LaPresse)

Nel 1977 Edoardo Bennato incise «Tu grillo parlante», all’interno di un disco, Burattino senza fili, ispirato a Pinocchio. Nella canzone, la folla zittisce il grillo, un predicatore laureato che nessuno ha invitato, e annuncia che la festa sarà vera solo se si spacca tutto.«Comincia la festa / ma la festa è festa / ad un patto / che spacchiamo tutto!/ per noi la festa è questa qua, / e nessuna predica mai ci servirà!».Il 1977 è stato l’anno del Movimento. A febbraio gli studenti cacciavano Luciano Lama dalla Sapienza, a marzo Bologna bruciava dopo l’uccisione di Francesco Lorusso. Gli indiani metropolitani irridevano sindacati e partiti, i grilli parlanti dell’epoca.Quella rabbia, per quanto confusa, aveva un vocabolario: assemblee, volantini, radio libere. Si rompeva in nome di qualcosa. A Milano, quasi mezzo secolo dopo, la festa è rimasta e il vocabolario è sparito.«Rabbia, violenza chiamala come ti pare / ma in qualche modo pure ci dobbiamo sfogare».Le persone portate in Questura sono 271, di cui 220 minori. Il più piccolo ha 11 anni. Il corteo contro il carovita è stato il pretesto, i video sui social la vera posta in gioco. Arrivano allora i sociologi, o sedicenti tali, con la loro litania alla prima persona plurale: ascoltiamoli, includiamoli, e via coniugando.Il colpevole è sempre l’esclusione, sociale o urbana. Sono ragazzi tagliati fuori, ci spiegano, respinti ai margini della città vetrina, che hanno fatto a pezzi.Collodi aveva le idee più chiare. Il suo grillo non diceva «ascoltiamo il burattino». Diceva che i ragazzi disobbedienti finiscono male. Pinocchio lo schiacciò con un martello, ma il grillo aveva ragione. I grilli di oggi hanno cambiato predica. La retorica dell’esclusione non spiega la violenza, la scusa: fa del saccheggiatore una vittima e della vetrina rotta un sintomo. Chi ha devastato il centro di Milano non va giustificato, va giudicato.Questa è l’unica predica che serva ancora.

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