Il Partito Democratico torna all’attacco con la solita foga demagogica, prendendo di mira il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. L’occasione è un’interrogazione parlamentare firmata dal capogruppo dei senatori dem Francesco Boccia che accusa Via XX Settembre di muoversi al buio sulla tassazione degli utili bancari.
Ma cosa ha detto realmente Giorgetti? Il ministro ha semplicemente prospettato una riflessione seria sulla provenienza dei profitti per distinguere i margini puramente speculativi da quelli legati al reale sostegno a imprese e famiglie, garantendo equità fiscale e stabilità del sistema. Un approccio pragmatico che la sinistra preferisce liquidare come fumo negli occhi.
Boccia, che pure vanta nel curriculum un passaggio alla prestigiosa London School of Economics ma dimostra di non masticare granché la materia, si lancia in accuse accorate all’Adnkronos: «Il primo punto è che il governo, senza politica industriale, prende i soldi dove capita ed è sempre alla ricerca di coperture». I dem temono che l’intervento si traduca in «maggiori oneri per cittadini e imprese».
Il capogruppo del Pd insiste poi con un’ironia decisamente fuori bersaglio: «Un punto fermo sono le incertezze di Giorgetti, ma noi vogliamo sapere cosa voglia tassare, quanto, quando e perché voglia farlo», ricordando polemicamente che «il credito non si governa con dichiarazioni estemporanee».