Beppe Grillo contro i giochi olimpici: "Trionfo del nazionalismo"

Grillo sempre più fustigatore, dopo aver boicottato la nazionale di calcio e censurato la movida, ora va pure all'attacco dei giochi olimpici di Londra: "Sono bromuro quotidiano sponsorizzato dalle multinazionali"

Beppe Grillo contro i giochi olimpici: "Trionfo del nazionalismo"

Ma che triste questo mondo a Cinque Stelle. Non gli vanno bene neppure le Olimpiadi. Va bene che la cifra distintiva della ligurietà è il mugugno, la capacità costante di smontare e criticare qualsiasi cosa. Ma a tutto c'è un limite. Questa volta il non più comico va all'attacco delle Olimpiadi. Perché lui è il massimo fustigatore di tutte le distrazioni nazionali. A ridosso degli Europei si era subito cimentato in un'opera di gufaggio compulsivo degli azzurri. Perchè vincere il torneo continentale avrebbe significato "la prescrizione da parte dell'opinione pubblica di qualunque reato" di Calciopoli. Nel sogno a Cinque Stelle di Grillo ci si può divertire solo con le sue battute, tutto il resto è bandito. Un sogno costruito con la materia di cui sono fatti gli incubi, evidentemente. Oggi dal suo balcone virtuale conciona contro i cinque anelli olimpici: "Se tutto fa spettacolo, tutto fa Olimpiadi - attacca Beppe Grillo -. La medaglia d'oro la conquista il presidente della Repubblica, il telecomando in mano che dalla poltrona, si precipita a congratularsi con l'atleta dandone ampia copertura a tutti i mezzi d'informazione. L'atleta, che una volta diceva alla mamma "Sono arrivato uno!", oggi si prepara a una carriera da parlamentare. Negli anni della Guerra Fredda, la Germania Est vinceva tutto, aveva atleti formidabili, costruiti in laboratorio, spesso dopati come dei cavalli. Negli anni della Grande Crisi è la Cina a vincere tutto. Il super nazionalismo ha bisogno di un super medagliere. Il mondo moderno ha imparato la lezione dagli antichi Romani. Le Olimpiadi sono una versione smisurata del Colosseo con circences che occupano tutti gli spazi dell'informazione. Un bromuro quotidiano sponsorizzato dalle multinazionali. Lo spirito di Olimpia, sotto il segno della Coca Cola, declassato dalla partecipazione di tennisti, calciatori, giocatori di pallacanestro, professionisti che guadagnano cifre immense, fuori dalla realtà della gente comune, che li applaude come semidei dell'antica Grecia". Dopo il calcio, la movida e gli aperitivi ora l'ayatollah Grillo se la prende anche con le Olimpiadi. Questa volta ha proprio rotto i cerchi (olimpici).

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