"Dando seguito alla richiesta avanzata nella commissione d'inchiesta sul Covid di audirmi nell'ambito dei lavori della stessa, comunico di aver appena provveduto a presentare le mie dimissioni da componente della commissione stessa. Dimettendomi viene a cadere l'incompatibilità di cui altri si fanno scudo, per rispondere a tutte le domande che i commissari vorranno pormi sulle vicende a me note". Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami. "Ora mi auguro che questo possa essere da esempio anche per Giuseppe Conte che continua a nascondersi dietro l'immunità che gli garantisce l'essere componente della Commissione, al fine di essere audito e fare chiarezza sulle tante questioni che in queste ultime settimane stanno emergendo".
"Ricordo, a titolo di esempio - afferma Bignami - di aver presentato più volte richieste di accesso atti sul piano pandemico, sui verbali della task force e sui contratti stipulati dalla struttura commissariale per la fornitura di mascherine. Accessi che portarono ai ricorsi e alle sentenze del Tar Lazio con cui si accolsero le mie richieste e la relativa condanna del ministero della Salute sul piano pandemico e sui verbali della task force, coi conseguenti giudizi innanzi al Consiglio di Stato che ne derivarono".
Nei giorni scorsi Bignami aveva citato l'inchiesta del giornale sulle tre fatture false nella partita da 1,2 miliardi di euro in mascherine contraffatte arrivate dalla Cina durante la pandemia. "Quanto pubblicato oggi da Il Giornale conferma tutti i dubbi che stanno emergendo nella Commissione d'Inchiesta sul Covid sulla gestione della pandemia. In particolare riguardo la genuinità dei documenti che hanno portato al più grande affidamento diretto della storia della Repubblica: 1 miliardo 251 milioni di euro dato a consorzi cinesi sconosciuti per la fornitura di mascherine poi rivelatesi farlocche", aveva dichiarato. "Scelta che precluse l'opportunità di avvalersi di aziende italiane che, in pronta consegna, avrebbero potuto garantire la fornitura di mascherine a costi di gran lunga più contenuti. Fratelli d'Italia continua a ribadire la necessità che si faccia chiarezza e si vada fino in fondo nell'accertamento della verità e di eventuali responsabilità".
Anche in quell'occasione, aveva richiamato l'ex premier Conte all'ordine: "Anziché
continuare a minacciare i giornali e intralciare i lavori della Commissione, si faccia audire e racconti quello che sa riguardo a quello che dalle carte sta emergendo come il più grande scandalo della storia della Repubblica".