Il mondo al contrario? Macché, è un mondo semplicemente invertito. Dove la sinistra, paladina dei diritti arcobaleno, sfila a braccetto con chi quegli stessi diritti li risolverebbe col cappio di una gru. È il corto circuito perfetto: manifestare per Hamas tra bandiere che inneggiano a un patriarcato che in Occidente, ormai, è solo un reperto da museo.
E in questo luna park dell’assurdo, arriva il generale. Il Vannacci nazionale critica il sistema, ma finisce per usare lo stesso vocabolario di chi detesta, lanciando l’epiteto «invertito» come un boomerang che gli torna dritto in faccia. Lui, il militare che tra un libro e l’altro scopre affinità elettive con quella sinistra che tanto vorrebbe abbattere, votando in Parlamento con la stessa grazia del «nemico». Un’alleanza involontaria, ma poetica: il generale e la sinistra, uniti nel paradosso di un consenso che non serve a nessuno, se non a confermare che, in fondo, gli opposti si attraggono.
