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Bologna sotto ricatto dei collettivi rossi. Fdi rinuncia all'incontro: "Vogliamo tutelare le forze dell'ordine"

Il Cua ha minacciato FdI, e la manifestazione in solidarietà coi residenti di piazza Verdi: il partito ha sospeso l’iniziativa e dal Comune tutto tace

Bologna sotto ricatto dei collettivi rossi. Fdi rinuncia all'incontro: "Vogliamo tutelare le forze dell'ordine"
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A Bologna esultano i centri sociali e i collettivi universitari, che scambiano il buon senso di chi non vuole mettere in pericolo le forze dell’ordine con debolezza. Oggi era prevista una manifestazione di Fratelli d’Italia in piazza Verdi a Bologna, uno spazio conteso o, meglio, di cui gli antagonisti rivendicano l’uso esclusivo. Nei giorni scorsi si era già arrivati a scontri con la polizia e perfino a una quasi rissa, quando un esponente di un collettivo universitario ha sferrato un pugno a un residente durante un’assemblea pubblica. Oggetto della discussione il futuro della piazza: i residenti vorrebbero venisse riqualificata e sfruttata come spazio sicuro per tutti, soprattutto per le famiglie con bambini e per le persone anziane, ma anche come spazio culturale e per eventi aperti a tutti e non solo d’area antagonista. Ma questo a quella galassia bolognese non piace e così si è arrivati agli scontri.

Fratelli d’Italia avrebbe voluto andare in piazza per manifestare solidarietà ai residenti, purtroppo ostaggio dei violenti, ma le minacce del Cua hanno spinto al buon senso come forma di tutela delle divise. “Certo, farà caldo: per questo è bene portare acqua, secchi, gavettoni e pistole ad acqua. Anche per regalare una bella doccia fredda al governo, che sembra averne bisogno”, scrivevano ieri dal Cua. Parole che hanno costretto al rinvio (non annullamento) dell’appuntamento, come si legge nella nota del coordinamento cittadino di FdI: “A seguito di un confronto informale questa mattina con il comitato dei residenti di via Petroni e Dintorni, che ci ha chiesto di valutare di sospendere momentaneamente la manifestazione in piazza Verdi, perché i soliti violenti del Cua hanno minacciato di mettere a ferro e fuoco la piazza, abbiamo ritenuto di accogliere questa richiesta e sospendere momentaneamente la manifestazione. Sospendiamo momentaneamente in attesa di sapere cosa fa il Comune per garantire che la Piazza libera e che i violenti dei centri sociali vengano allontanati. Diversamente, Lepore si dimostrerebbe succube del Cua e dei centri sociali”.

Dal partito spiegano di voler “evitare che gli agenti di Polizia e delle Forze dell’Ordine rischino per la loro incolumità a causa di questi pazzi dei centri sociali, che avrebbero creato un clima di guerriglia. Siamo dalla parte delle Forze dell’Ordine e non vogliamo che siano loro a dover pagare la violenza dei collettivi. Piazza Verdi deve essere di tutti, con la Giunta Lepore è solo in mano a violenti”.

Certo, il Comune di Bologna ha richiamato il Cua alla responsabilità ma è stato un atto di facciata e poco utile, visto che si sa come ragionano da quelle parti. Tanto che alla notizia della presa di responsabilità di FdI hanno esultato e ribadito la loro presenza in piazza: “Dopo la spacconata di lanciare una manifestazione in piazza Verdi, Fratelli d’Italia ha fatto poco fa retromarcia, annullando la loro iniziativa. La prospettiva di trovarsi faccia a faccia con giovani precari che tutti i giorni quella piazza la vivono, che lì studiano, che nei bar, nei bnb, nei locali, nelle attività della zona universitaria lavorano con sudore e spesso salari bassissimi, li ha portati a rimanere chiusi nei loro palazzi”.

Le minacce sono velate ma presenti nel comunicato del Cua: “Si saranno resi conto che sarebbero stati un gruppetto sparuto, (perché senza auto blu non contano nulla) in piazza Verdi è per noi un passaggio importante, e invitiamo a una conferenza stampa alle 18 per prendere parola su quanto avvenuto che ricordi a questo governo la doccia fredda presa oggi”.

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