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Calabresi in campo e il Pd va nel pallone. Azione: “No ai gazebo”

Il giornalista lascia le cariche societarie e scioglie ogni dubbio. Scavuzzo e Majorino non fanno passi indietro, i calendiani minacciano

Mario Calabresi, presidente Be Content, partecipa al Salone dei Pagamenti 2025 presso il MiCo a Milano, 29 ottobre 2025. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

«Sento forte il richiamo di percorrere una strada nuova». Mario Calabresi è pronto a scendere in campo come candidato sindaco del centrosinistra. Non è un colpo di scena perchè l’annuncio era atteso alla Festa dell’Unità, dove il suo dibattito sul palco è in programma il 12 settembre ma ieri ha ufficializzato in pompa magna l’addio a Chora Media, la società che ha fondato e dirigeva, per dare un segnale netto ai partiti. E forse per forzare la mano e bypassare le primarie, creando un movimento a favore. «Dopo sei anni e 420 serie podcast, lascio. Scrivere questa frase mi fa fatica e molta impressione». Ma vince il richiamo di «fare la propria parte per Milano», come aveva risposto il 22 luglio a una militante che lo sondava sulla candidatura alla festa Pd a Vizzolo Predabissi.

«Sì, ci sto pensando» aveva risposto alla voce che girava da oltre un anno l’ex direttore di Repubblica e La Stampa, figlio del commissario Luigi Calabresi, assassinato il 17 maggio 1972 perché ritenuto ingiustamente responsabile della morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli. Ha lasciato tutti i ruoli, direttore editoriale e presidente del cda del gruppo Be Water Content, che comprende Chora e Will Media, e la cessione dell’intera partecipazione che aveva già diluito un anno fa. Le deleghe saranno redistribuite sul team, non sarà sostituito». Ha incontrato la redazione e ufficializzato l’addio sui social con foto della squadra e messaggio.

Non ha incontrato e non ha anticipato la mossa alla segretaria Pd Elly Schlein, che subisce i pressing della rete che ruota intorno al giornalista per evitare i gazebo. Improbabile. Tanto più che i primi a chiederlo con una nota congiunta ieri sono stati il leader di Azione Carlo Calenda e Pina Picierno (Spazio Pubblico): «Andrebbe sostenuto da subito da tutto il centrosinistra, senza farlo passare per il tritacarne delle primarie». Un autogol, secondo un’ampia fetta dei dem, visto che a intestarsi l’appello sarebbe l’unica forza della coalizione (milanese) al momento fuori dal campo largo (nazionale). Per la corsa si è già fatta avanti la vicesindaco Anna Scavuzzo, e negli ambienti a lei vicini il clima è positivo, non ci sono commenti ufficiali ma il senso sarebbe: bene, sarà una competizione alle primarie vera e bella. Pronto a fare l’annuncio nei prossimi giorni il capogruppo regionale del Pd Pierfrancesco Majorino, vicino a Schlein. Ai nomi in pole si aggiungono il dem Lorenzo Pacini, l’assessore Emmanuel Conte, due attivisti (Tommaso Goisis e Carlotta Cossutta). Le primarie non scalderebbero Avs. Dal segretario di Azione Milano Francesco Ascioti un avvertimento chiaro: «La coalizione lo scelga in modo unitario. Se così non fosse alle primarie Azione non parteciperà e i nostri elettori valuteranno liberamente a chi dare il voto». Tra le voci contrarie in Consiglio, il Pd Alessandro Giungi: «Alle primarie sosterrò solo una persona che già si è impegnata in politica e di cui conosco provenienza e idee. Rimane lo stupore e la sorpresa per i tanti del Pd entusiasti». Per Europa Verde «prima bisogna ragionare sul perimetro della coalizione e sul programma -spiega Tommaso Gorini, co portavoce del partito a Milano - poi sui nomi, anche se Calabresi è un candidato autorevole».

Sul fronte centrodestra, sgombra ogni dubbio rispondendo a una domanda il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani. A chi gli chiede se come nome civico potrebbe convincere anche Fi ribatte: «Assolutamente no, abbiamo le nostre idee e dei nomi importanti da sottoporre agli alleati del centrodestra. Vogliamo vincere in tutte le città e siamo il centro alternativo alla sinistra, visto che poi il centro-sinistra è morto ed è rimasta soltanto la sinistra».

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