Secondo i rumors, che girano specialmente in ambienti FdI, alla fine scatterà un ticket elettorale tra il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, proposto da Forza Italia come candidato sindaco nelle scorse settimane (e avanti secondo un sondaggio Tecnè in mano ai leader del centrodestra) e la vicesegretaria della Lega Silvia Sardone, lanciata come nome del partito da Matteo Salvini domenica dal «pratone» di Pontida. Un ticket candidato sindaco-vicesindaco, con Sardone - sempre sul podio nelle classifiche delle preferenze - che coprirebbe quell’elettorato tentato dal vannacciano Carmelo Burgio. Al ruolo di vice ambirebbe pare anche Noi Moderati, con la senatrice Maristella Gelmini, se - come sembra - il leader Maurizio Lupi dovrà rinunciare alla corsa per Palazzo Marino. Tempo al tempo. Per ora Perego e Sardone si muovono da separati in casa con i rispettivi inizi di campagna elettorale e ascolto del territorio. Non che ci sia un prima e un dopo per Sardone, da consigliera comunale onnipresente sul territorio, ma da ieri firma anche i suoi comunicati stampa come «vicesegretario e candidata sindaco della Lega». E spara a zero contro le «classi ghetto» nelle scuole milanesi e «un welfare comunale totalmente sproporzionato in favore degli stranieri». La premier Giorgia Meloni ha annunciato una stretta, tetto del 30% degli stranieri in classe. A Milano, avverte Sardone, «ci sono ben 35 plessi dove oltre il 50% degli iscritti è di origine straniera. Nelle 24 elementari dove gli italiani sono meno della metà ci sono ben 122 nazionalità diverse e nelle 11 medie 115. Da Quarto Oggiaro a San Siro, da Corvetto a Lorenteggio, fino in via Padova: in tutti i quartieri multietnici della città, alimentati dalla propaganda immigrazionista del Pd, le classi ghetto sono una costante e i programmi sono rallentati. Le famiglie italiane sono costrette a spostare i figli ma per Sala non è un problema». Da Pontida Sardone ha rilanciato l’ipotesi primarie - sposata ieri anche dall’ex Fi Pietro Tatarella che si era proposto come candidato -, ieri ha precisato che «se non vogliamo fare la fine delle ultime tornate il metodo migliore è indicare i nomi per le grandi città, farlo a due mesi dal voto non è la strategia vincente. Io sono per avere il nome subito, se fossi io ne sarei molto onorata e sono pronte, se non fosse così bene ma diciamo questo nominativo».
Un «no» (netto) alle primarie arriva dal deputato di Noi Moderati Alessandro Colucci che, senza citare Lupi traccia il suo identikit, afferma che «i leader hanno tutti gli elementi per decidere, i gazebo non sono nella nostra storia», avverte «niente fughe in avanti e sondaggi più o meno reali e aggiunge: «Attenzione, chi entra Papa esce sempre cardinale». Messaggio a Fi. Perego tira dritto e si muove ormai da candidato in pectore, oltre che da sottosegretario, sul territorio. Ieri sera c’è stato un blitz dei carabinieri in piazzale Selinunte, suk, piazza dello spaccio e del degrado in zona San Siro. Perego aveva fatto un sopralluogo proprio la settimana scorsa in Selinunte, aveva raccolto le proteste dei residenti. E ieri ha voluto portare un ringraziamento e la vicinanza ai Cc impegnati nell’operazione di verifica e controllo. «É un’area degradata, con spaccio, bische, rifiuti abbandonati» sottolinea Perego. Ma già le luci blu fanno scappare i pusher. E sentire protetti i residenti.
