«È sempre più evidente che gli italiani chiedono in modo trasversale di regolamentare il fine vita. È chiaro che su questo la società va avanti guardando alla vita reale e non alle ideologie mentre la politica non risponde» attacca Franco Mirabelli, vicepresidente del Pd al Senato e affetto da Sla, nel suo intervento al convegno «Salute, diritto universale» a Palazzo Lombardia. «È giusto discutere di fine vita e caregiver insieme. In entrambi i casi il nostro Paese non è ancora riuscito a dotarsi di una legge nazionale ed è grave perché anche da come vengono affrontati questi temi si misura la civiltà di un paese» osserva Mirabelli.
Seppur la Lombardia, a differenza di Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Sardegna, non si sia dotata di una legge sul fine vita, dal momento che nel 2024 il consiglio decretò la non costituzionalità di una legge regionale, sono state emanate delle linee guida dall’assessorato al Welfare che definiscono la cornice e le modalità entro cui il sistema sanitario regionale dà delle risposte alle richieste legittime dei malati. «Ho letto con attenzione la circolare di Bertolaso sulla morte medicalmente assistita che ha due meriti importanti - continua Mirabelli -: riconosce il valore normativo delle sentenze della Corte, garantisce gli operatori e l’intervento pubblico». Due, invece, i punti contestati: «Non ha senso pensare che le cure palliative possano impedire quella sofferenza che porta a chiedere la morte medicalmente assistita» e «l’introduzione di un Comitato Etico. Bisogna guardare il tema in faccia - attacca Mirabelli - senza ipocrisia pensando prima di tutto a garantire la dignità a chi sceglie di porre fine alla propria esistenza».
Le linee guida sul fine vita sono «una procedura temporanea in attesa che a livello nazionale si adotti una norma che permetta a tutti di uscire da questa situazione difficile» mette le mani avanti Bertolaso. «Per il fine di vita credo che pian piano le tensioni politiche si dovrebbero smussare - spiega -. Le esperienze che stiamo facendo, anche con tutte le polemiche che ci sono e che ci stanno, serviranno a far capire che comunque sono episodi abbastanza ridotti». In merito alla nuova proposta di legge regionale di iniziativa popolare depositata mercoledì scorso dall’associazione Luca Coscioni, Bertolaso ha spiegato: «Vedremo se andrà avanti, questo lo deciderà il Consiglio regionale». «Sono convinto che la questione» del fine vita «non si risolva a colpi di maggioranza» la replica del governatore della Lombardia Attilio Fontana sulle tensioni nel cemntordestra maggioranza, in particolare con Fratelli d’Italia. «Credo che la sensibilità sia trasversale - ha spiegato - per cui ci sono tante persone, anche nell’opposizione, che sono contrarie a proseguire sulla strada di una legge. Il Consiglio deve essere sovrano per esprimersi come meglio ritiene sulla base delle sensibilità».
