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Calabresi “rottamatore” scopre i disastri del Pd

Il giornalista vuole correre come sindaco e boccia 15 anni di giunte dem: “Dalle liste nei nidi all’ascolto, a Milano c’è bisogno di un cambiamento vero”

Mario Calabresi, presidente Be Content, partecipa al Salone dei Pagamenti 2025 presso il MiCo a Milano, 29 ottobre 2025. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

«A Milano serve un cambiamento vero, ha bisogno di essere ascoltata, con il malessere che c’è. Da un lato funziona benissimo, è piena di luce, però la città non è una vetrina, è una comunità di cittadini. E la comunità un po’ si è persa». Mario Calabresi ribadisce di essere pronto a scendere in campo come candidato sindaco del centrosinistra, «non è chiaro se ci saranno le primarie, i tempi e i modi, però io ci sono» ha assicurato ieri ai microfoni di Radio24. Però nella mezz’oretta di intervento e presentazione del nuovo libro «Le voci degli altri» (Mondadori) smonta i 15 anni di giunte Pd. Fa il «rottamatore», sperando forse che chi è sintonizzato si sia perso che spera di correre con la stessa coalizione dell’ex sindaco Pisapia e di Beppe Sala, imbarcando pure i 5 Stelle. Certo non ha offerto uno spottone a Elly Schlein che proprio oggi manda in città il suo braccio destro Igor Taruffi per discutere con i segretari locali del tema primarie sì/no. Calabresi parte bene (per la sinistra) bocciando il tetto del 30% agli stranieri in classe annunciato dalla premier Giorgia Meloni e definito da lui «solo una mossa propagandistica». Difende pure il modello di via Paravia (la sua ex scuola) dove su 108 alunni è iscritta una sola bimba con entrambi i genitori italiani. Ma torna a bomba sui disastri di Milano. La sfida «è ricucire la distanza tra le due città, la Milano bella da vetrine e quella più periferica, dove manca l’ascolto, ci sono tanti problemi» oppure diventerà sempre più arrabbiata - ribadisce -. Siamo diventati europei nei costi ma non negli stipendi, nel prezzo elle case ma non nel potere di acquisto». E sembra fare il verso a Beppe Sala - nel weekend a New York con i sindaci del C40, sui social ha postato la foto con quello di New York Zohran Mamdani - quando puntualizza che non basta dire «siamo diventati europei, sono i problemi che hanno tutte le città d’Europa», per abbattere i costi di Milano il Comune «può fare tante cose. Ci sono 2mila bimbi in lista per il nido, è una sfida che va fatta e se non ci riesce Milano che vuol essere la città d’avanguardia nel Paese chi lo deve fare? Bisogna provarci. In giro per l’Europa tanti di questi temi vengono affrontati, sull’affitto abbordabile Vienna sta camminando tantissimo, Amsterdam e Copenhagen hanno affrontato bene il tema dello smog, Barcellona» ha messo un freno «a AirBnb». Silvia Sardone, vicesegretaria e candidata sindaco della Lega, prende «atto che anche per Calabresi, come per noi, serve un cambiamento vero dopo i disastri della sinistra. Qualcuno gli ricordi che governa il Pd da 15 anni e vuole candidarsi con la stessa maggioranza». La vicesindaco Anna Scavuzzo, in pista per le primarie, critica la Lega ma sembra ribattere a Calabresi quando rivendica «15 anni di buongoverno con Pisapia e Sala» e «un’eredità che porto con orgoglio». In serata su Rai3 Calabresi, confermando che si sta «allenando», prova a correggere un po’ il tiro: «Le città sono organismi che cambiano continuamente e oggi abbiamo nuovi problemi». A giorni sarebbe pronto ad annunciare la discesa in campo il Pd Pierfrancesco Majorino.

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