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Calci, pugni e sputi al rabbino: fermati tre nordafricani

La vittima racconta: “Stavo aspettando il bus quando mi hanno colpito”

Chat per segnalare il "turismo sionista". Meghnagi: "Ormai è caccia all'ebreo"

«Stavo aspettando il bus alla fermata della linea 67, ero andato a prendere i miei figli che tornavano da scuola, guardavo lo smartphone quando, senza nemmeno alzare la testa, ho sentito tre ragazzi arabi che mi insultavano...».

Bastava aspettare l’autobus. Bastava indossare un cappello nero e una giacca scura, i segni discreti di chi ogni giorno va a insegnare in una scuola religiosa e non ha mai cercato la ribalta. Ieri pomeriggio, verso le 16, un rabbino 51enne di Milano, Zemack M., è stato aggredito da tre giovani alla fermata dell’autobus in zona Bande Nere, uno dei quartieri simbolo della comunità ebraica. A diffondere l’episodio è stato Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano: «Una cosa così violenta non era mai successa. Lo hanno preso a calci e pugni, gli hanno strappato il cappello, lo hanno calpestato e gli hanno sputato addosso. Colpa della politica e di quei partiti - Pd, Avs e Cinque Stelleche non voteranno il disegno di legge contro l’antisemitismo che in questi giorni sta compiendo il suo iter alla Camera». Nel giro di poche ore la Digos- guidata dal dirigente Marino Graziano e dal capo dell’Antiterrorismo Beniamino Manganaro- ha individuato e fermato in questura tre giovani, tutti maggiorenni, italiani di origini nordafricane, regolari sul territorio ma con precedenti alle spalle.

I tre avrebbero tentato di strappare il copricapo alla vittima, caduta a terra mentre provava a riprenderselo. Il rabbino è poi riuscito a recuperare il cappello, il che esclude l’ipotesi di tentata rapina. Resta solida, secondo gli investigatori, l’aggravante di matrice antisemita, mentre sui presupposti per un arresto in flagranza- più che sui domiciliari- si attende ancora la decisione del pm di turno.

Il rabbino sta bene: portato in ospedale per accertamenti, è subito stato dimesso.

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