Fa freschino o ancora caldo, si accende il riscaldamento oppure no? Se la percezione della temperatura è una questione soggettiva quest’anno si finirà per litigare. Soprattutto perchè bruceranno le cifre delle bollette. «Stiamo mettendo in conto rincari del 30-40%» ha detto Leonardo Caruso, presidente dell’associazione amministratori di condominio Anaci Milano.
L’estate a Milano si è sempre conclusa il 15 ottobre, cioè oggi. Ma le stagioni non sono più quelle di una volta e c’è lo spettro del caro gasolio perciò molti comuni hanno deciso di posticipare l’accensione degli impianti centralizzati al 22 di ottobre. È il caso di Bergamo e Monza, ma anche di Busto Arsizio, Corsico, Buccinasco, Muggiò e Orio Litta. Le ordinanze mostrano le previsioni meteo e aggiungono una postilla, «se le condizioni climatiche lo rendessero necessario sarà comunque possibile anticipare l’avvio, per 7 ore al giorno».
Milano invece ha deciso di partire oggi per un massimo di 8 ore di accensione fino al 30 ottobre. Poi si potrà arrivare a 13. Stante il via dato dal Comune, saranno i vari condomini poi a decidere in proprio. Si legge nell’ordinanza di Palazzo Marino: «Alla luce delle attuali temperature sopra la media, e in un’ottica di risparmio e di riduzione degli inquinanti, da oggi al 30 ottobre l’accensione sarà consentita per un massimo di 8 ore al giorno, tra le 5 e le 23. Dal 31 ottobre e fino al 15 aprile, i riscaldamenti potranno essere accesi per un massimo di 13 ore al giorno tra le 5 e le 23». L’ordinanza precisa anche che la temperatura massima consentita per le abitazioni non debba superare i 19°C (+2°C di tolleranza), ridotta di 1 grado rispetto ai 20° previsti per legge. Per gli edifici industriali e artigianali il limite è 18°C (+2°C di tolleranza).
Sono sempre esclusi da questi limiti gli ospedali, le case di riposo, gli asili nidi e le scuole dell’infanzia.
Intanto però è arrivato il monito del Codancons, Milano segua l’esempio dei comuni che han posticipato l’accensione, le temperature sono miti, i costi sono stellari e si potrebbe contenere l’inquinamento. L’associazione dei consumatori lombardi ha chiesto formalmente ai sindaci lombardi, all’Anci e alla Regione «un rinvio coordinato, in un momento in cui il costo della vita e delle utenze continua a pesare sui bilanci familiari» ribadendo che «non ha senso utilizzare i riscaldamenti quando le temperature esterne consentono ancora di farne a meno. Ogni giorno di accensione non necessaria rappresenta un costo evitabile per i cittadini e un ulteriore carico inquinante per l’ambiente».
Il tema non riguarda soltanto il risparmio energetico e le bollette. Il Codacons insiste anche sull’impatto ambientale degli impianti di riscaldamento, particolarmente rilevante in un territorio come quello lombardo. La Pianura Padana è infatti particolarmente esposta al problema dell’inquinamento atmosferico.
