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Campo largo, Bonelli gela Renzi: "Con questi presupposti fermiamoci"

Il leader di Avs si sofferma sulla possibile alleanza con Italia viva: "Mai chiederei il voto a chi mi detesta"

Campo largo, Bonelli gela Renzi: "Con questi presupposti fermiamoci"

Il campo largo non ha ancora un programma, non ha scelto il candidato premier e non sa nemmeno con quale nome presentarsi agli elettori. In compenso i litigi non mancano. A riaccendere la miccia è stato Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa verde e deputato di Alleanza verdi e sinistra, che ai microfoni dell’Adnkronos ha messo nel mirino Matteo Renzi, mandando un messaggio difficilmente equivocabile agli aspiranti alleati: così non si va da nessuna parte.

Il casus belli sono le parole con cui il leader di Italia viva ha descritto la propria missione all’interno della coalizione: come evidenziato dallo stesso Bonelli, l’ex premier ha detto che il “suo compito è portare a votare il suo elettorato che detesta Bonelli, Conte e Fratoianni”. Parole che non sono passate inosservate al leader verde: "Ora io sommessamente segnalo a Matteo Renzi che noi dobbiamo invece recuperare un rapporto coerente nella politica, perché se c'è una persona che mi detesta, io mai gli chiederei di votarmi perché io ho rispetto del pensiero degli altri, anche di chi mi critica, e se pensiamo di costruire un'alleanza basata su questi presupposti, dico: 'Fermiamoci', perché per noi invece l'elemento della coerenza, anche della passione, dei valori è un elemento fondamentale".

Clima rovente, ma non sorprende. Perché il campo largo dovrebbe tenere insieme mondi che fino a ieri si sono combattuti: i riformisti renziani e la sinistra rossoverde, gli ex grillini, gli europeisti e i moderati. La strategia sarebbe sommare i voti contro la Meloni e contro il centrodestra. Ma Bonelli avverte che non basta mettere i leader nella stessa fotografia per trasformare una compagnia litigiosa in un’alternativa di governo: "Noi non siamo disposti a ingannare gli elettori e le elettrici, vogliamo assolutamente costruire un programma coerente per governare cinque anni, non vogliamo trovarci dopo un anno a cambiare governo. Quindi patti chiari, amicizia lunga e vogliamo rispettare il pensiero dei cittadini, mai e poi mai chiederei a chi mi detesta di votarmi, casomai ci parlo per capire le sue ragioni".

Il socio di Fratoianni si è poi detto d’accordo con Elly Schlein sulla necessità di ampliare la coalizione, ma fissa le sue condizioni: "Da parte mia non c'è volontà di autosufficienza. Io sono d'accordo con la segretaria del Partito democratico Elly Schlein che bisogna allargare, ma bisogna allargare da un punto di vista programmatico, non è la sommatoria dei cognomi dei leader del centrosinistra che ci potrà far vincere le elezioni". Il riferimento a Renzi è difficile da nascondere, ma Bonelli assicura comunque di non essere contrario alla nascita di una quarta gamba moderata: "Non compete a me la costruzione del centro, io sono impegnato in altre questioni ma non sono assolutamente ostile. Ben venga la realizzazione della costruzione di una quarta gamba, una quarta posizione che possa consentire all'alleanza di parlare a mondi che oggi non si riconoscono in Avs né con il Pd e né con il Movimento 5 stelle e che non vogliono votare il centrodestra". Ben venga, dunque, ma alle condizioni della sinistra. Una formula che difficilmente entusiasmerà Renzi, Calenda e gli altri protagonisti dell’affollato cantiere centrista.

E c'è un altro passaggio interessante. "Se dovessi scegliere, e continuo a dare un suggerimento, proprio perché noi dobbiamo costruire un programma per il Paese, io vorrei che ci mobilitassimo a partire da settembre per una grande stagione e percorso di consultazione popolare, partecipata per cominciare a sentire gli italiani, cosa che non è mai stata fatta. Questo è un elemento che porterà il centrosinistra a recuperare un rapporto, anche sentimentale" con il Paese, ha spiegato Bonelli, che non ha lesinato stoccate agli ex leader di sinistra, Renzi compreso, rei di aver preferito gli inciuci al voto del popolo: "Se oggi noi ci troviamo in questa condizione, con una destra al governo, non è solamente per l'errore del di settembre 2022, quando ci siamo separati in tre tronconi e che ha consegnato il governo del Paese su un piatto d'argento a Giorgia Meloni, ma perché negli anni passati, non certamente per responsabilità mia che non stavo al governo, c'è una sinistra che ha pensato di andare al governo non attraverso un processo democratico, ma attraverso accordi costituzionalmente legittimi dentro al Parlamento che portava sempre al governo senza passare attraverso quei processi democratici".

Un altro passaggio importante riguarda le primarie. La linea di Bonelli è cristallina: "Noi lavoriamo affinché si lavori a un'intesa politica perché pensiamo che le primarie non siano lo strumento più adeguato in questa fase e quindi lavoreremo fino all'ultimo per costruire un'intesa politica". Tradotto: meglio un accordo tra i vertici che una conta capace di certificare pubblicamente rapporti di forza e divisioni.

E ancora, il tentativo di ribattezzare il campo largo: "Se dovessi dare un titolo chiamerei l'alleanza di centrosinistra, la chiamerei l'Alleanza per l'Italia e per la pace, perché un'alleanza deve costruirsi su questo presupposto: un'alleanza per la pace".

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