Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:59
In evidenzaAggiornato alle ore 10:59
Interni

“Grillini arruffapopoli. Schlein se li è fatti scappare di mano”

Parla Andrea Romano: “Quando Conte sostiene che bisogna scegliere tra il burro e i cannoni - come fa anche Vannacci - dice una falsità”

Andrea Romano: "Questa riforma è giusta ed era anche della sinistra"

Andrea Romano, 59 anni, storico, è ex deputato Pd e condirettore dell’Unità, esponente della sinistra riformista.

Professore, Giuseppe Conte sta diventando il leader del campo largo. Come è successo?

«Non lo so se sta diventando il leader, certo sta provando a invadere il campo».

Chi è Conte secondo lei?

«È un arruffapopoli che usa gli strumenti dell’imbroglio retorico per fare politica. Anche per questo è un degno leader dei Cinque Stelle. È l’espressione massima della retorica populista».

Sta pensando all’Ucraina?

«Quando Conte sostiene che bisogna scegliere tra il burro e i cannoni - come fa anche Vannacci - dice una falsità. Fa finta di non vedere che la questione centrale del nostro tempo è la minaccia putiniana all’Europa, alle nostre libertà e democrazia. E fa credere che esista un gruppetto di bellicisti che vogliono affamare gli italiani per comprare armi».

Ma lei cosa pensa del Pd?

«Io sono un sostenitore del Pd. Però penso che Elly Schlein abbia commesso degli errori».

Quali?

«Bisogna fare l’alleanza con i 5 Stelle per ragioni elettorali? Ok. Ma si può fare in tanti modi. Come l’ha fatta Schlein è burocratico. Avrebbe dovuto sottolineare ogni giorno le posizioni del Pd e far valere l’egemonia del partito più forte. Invece ha insistito solo sul concetto di testardamente unitari. Come se la testardaggine fosse una categoria politica. Così ha impedito al Pd di governare Conte. Se lo è fatto sfuggire di mano. E Conte sta usando questa debolezza di navigazione di Schlein».

E il Pd non fa pesare il suo 20%?

«Secondo me ha prevalso nel gruppo dirigente l’idea secondo la quale il Pd era nato sbagliato. E si doveva vergognare di avere governato l’Italia. Invece il Pd ha salvato l’Italia partecipando al governo. È un suo merito. L’ossessione della Schlein per la discontinuità ha messo in ombra la cultura di governo del Pd. Il Pd nasce come forza di governo, non come un’associazione di liceali occupanti».

La smania pacifista raderà al suolo l’europeismo della sinistra?

«No, questo è un partito che ha un elettorato forte e serio. Che crede nell’Europa. Che non è populista. Spesso migliore dei suoi gruppi dirigenti».

Si faranno le primarie?

«Ci saranno di sicuro. È un bene. Perché sono nel Dna del Pd. Però non possono essere un referendum tra Mosca e Bruxelles».

Chi vincerà?

«Credo che vincerà Elly Schlein. Ma saranno primarie drammatiche».

Di Renzi che pensa?

«Sono stato molto legato a Renzi. Purtroppo ha archiviato le battaglie politiche e ha scelto il tatticismo come unico metodo di azione. Con un eccesso di goliardia un po’ triste, come quando ha sfidato Vannacci a nuoto».

Due cose buone fatte da Meloni.

«Non ha fatto le cose che ha detto in campagna elettorale. E altra cosa positiva: è stata attenta ai conti».

La politica di palazzo le manca?

«No. Sono contento di aver fatto per 10 anni il parlamentare. Sufficienti».

In cosa non si riconosce nel Pd?

«Non c’è un solo Pd. È un soggetto ricco e articolato».

Quale parte del Pd le piace?

«Guerini, Gentiloni, tanti altri».

Non le è mai venuto in mente di iscriversi a un altro partito?

«No. Mai. Gli unici utili alla democrazia sono i grandi partiti popolari».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.