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“Cemento? C’è fame di case. Demagogia da Calabresi”

Il presidente di Aspesi (società di sviluppo immobiliare) Federico Oriana contesta le uscite del candidato sindaco di sinistra e lo stallo del Comune

Federico Oriana
Federico Filippo Oriana Presidente di Aspesi fuori da Palazzo Marino dopo le perquisizioni di questa mattina per l’urbanistica - Milano, Italia - Mercoledì, 16 luglio 2025 (foto Stefano Porta / LaPresse) Exterior of Palazzo Marino after this morning's urban planning searches. - Milan, Italy - Wednesday, 16 July 2025 (photo Stefano Porta / LaPresse)

Federico Oriana, presidente di Aspesi (Associazione nazionale società di sviluppo immobiliare). Anche il Consorzio Cooperative Lavoratori è sulle barricate, permessi e cantieri restano bloccati a prescindere dalle inchieste. Com’è la situazione?

«Abbiamo società e famiglie sospese. Gli uffici dell’Urbanistica sono fermi. Le misure rimediali presentate per adeguare i progetti ai requisiti contestati dai pm non trovano riscontri dagli uffici. Possiamo anche capire che i funzionari abbiano paura e non vogliano firmare ma il sindaco qualcosa deve fare. Il Comune blocca il lavoro, la creazione di case in un momento di disperato bisogno».

La giunta ora risponde con il Piano straordinario per la casa. Ma quanto è responsabile dell’emergenza?

«Il Piano Casa è una soluzione di lungo termine. E prima che partisse la crisi giudiziaria, già nel febbraio 2023, denunciavamo con casi concreti e dati mai smentiti i ritardi nelle autorizzazioni. Il Comune è sempre stato molto lento. Avevamo 7 progetti già cantierabili, 13mila alloggi per il ceto medio o medio alto su cui le società non avevano riscontri e da allora non ne è stato realizzato uno. Ora anche Ccl denuncia lo stesso blocco degli alloggi Ers per il ceto medio o medio basso. Nel 2023 c’era una domanda di 9.900 alloggi all’anno e se ne producevano 3mila, scesi a 2.400 nel 2024, nel 2025 tendiamo allo zero».

E c’è un’esplosione dei prezzi nell’«usato»?

«La domanda è andata a scaricarsi sugli alloggi usati, i prezzi sono a livelli altissimi, persino famiglie veramente altospendenti, penso a magistrati o dirigenti delle forze dell’ordine che devono trasferirsi per lavoro, non trovano».

Il sottosegretario Alessandro Morelli ha rilanciato l’ipotesi di un «Salva Milano bis» per sbloccare l’edilizia. Ci sono ancora i margini?

«Penso di sì. E abbiamo avuto 7 sentenze favorevoli da tre giurisdizioni diverse. Sala nel 2024 ebbe una reazione sproporzionata, sbagliò ad affossare il Salva Milano, chiaro che la maggioranza nazionale disse se neanche il Comune sotto inchiesa lo vuole, perchè dobbiamo approvarlo noi. Ora Sala ha fatto capire chiaramente che si era sbagliato e il centrodestra al potrebbe intestarsi il merito di aver salvato Milano. Mi auguro che il ministro Salvini proponga un decreto legge».

Cosa pensa delle dichiarazioni «anti cemento» dei candidati sindaci Pd, Mario Calabresi e Pierfrancesco Majorino?

«É una delle poche volte in cui sono d’accordo con Sala: di cosa parliamo? Siamo allo 0,8/0,9% di costruito in più in 13 anni e c’è un bisogno disperato di case per medici, infermieri, tranvieri. Da Majorino me lo aspettavo ma pensavo che un moderato come Calabresi si distinguesse da queste posizioni demagogiche. Preoccupano il mondo dell’immobiliare. Forse è stato informato male».