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Chi si smarca (troppo tardi) dal delirio pro Pal

Antisemitismo a Firenze. Su Reggio voci critiche a sinistra. E il premio a Fiano spiazza il Pd

Radical chic Michele Serra di «Repubblica» e Gad Lerner

Troppo tardi e troppo poco. Visto il delirio pro Pal, qualcuno a sinistra comincia a levare qualche flebile distinguo. Condanne timide e rituali si erano viste dopo le scritte antisemite e minacciose nel centro di Bologna. E adesso, dopo l’increscioso pasticcio di Reggio Emilia - una abiura formale di Israele chiesta ai prof ebrei impegnati in un evento formativo - qualche vocina arriva della sinistra radical chic. La tesi è fin troppo scoperta: quella delle mele marce, da cui la «causa» - giusta per definizione - dovrebbe «guardarsi».

L’ostilità pro Pal (anti-Israele) in realtà è strutturale e non accenna a calare. E la sinistra un po’ la ignora, un po’ la alimenta. La Comunità di Roma ieri ha deciso di escludere l’Anpi dalla commemorazione del 16 ottobre (il rastrellamento). Cosa le addebita? Compiacenza verso la «violenza pro Pal». Qualcuno ora prova a stanare il Pd. A Milano, Daniele Nahum di «Azione» propone di dare l’Ambrogino d’oro (l’onorificenza cittadina) a Lele Fiano: «Lo merita. E vediamo se i dem arriveranno a dire No a un loro ex deputato che si batte da sempre per due popoli due Stati e contro l’antisemitismo».

L’emergenza antisemitismo ormai è conclamata, e per questo è stato presentato da esponenti di più gruppi un «ddl», giunto all’esame della Camera. La sinistra al Senato non l’ha votato e ora ha ottenuto un rinvio a novembre. Proprio Fiano ha fatto capire che uscirà dal Pd, se il partito dovesse votare No come 5s e Avs.

L’isteria collettiva su Israele e sugli ebrei infuria da anni, e solo oggi figure che certo non hanno brillato per lucidità, finalmente alzano non la voce, ma il ditino. Fuori tempo massimo. Gad Lerner due giorni fa in un’intervista a Repubblica ha criticato così gli artefici del disastro Reggio: «Sbagliato chiedere abiure». E Michele Serra ieri ha parlato di «ossessi» che «danneggiano la causa». Obiettivo chiaro: sacrificare qualche responsabile locale e salvare il movimento, la «causa». E sono prese di posizione reticenti e tardive quelle che arrivano pure da pezzi del Pd emiliano. «Troppo tardi e troppo poco» osserva Carmen Dal Monte (Comunità ebraica progressiva di Bologna).

A proposito di «ossessi», qualcuno a Firenze ha inviato - anche al presidente della Comunità ebraica, Enrico Fink - una sorta di comunicato su un film festival palestinese: a corredo, un’immagine preparata da un qualche accanito militante e fatta rimbalzare da un blog a una newsletter. Una costruzione iconograficamente terrificante in cui un Gesù armato di spada taglia la testa a un mostro-Israele. «Immagine che candido a copertina del prossimo rapporto sull’antisemitismo» ha commentato amaro Gadi Luzzatto Voghera, direttore della Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea.