Carlo Azeglio Ciampi è stato uno dei più onesti e patetici fallimenti della sinistra nel tentativo di riprendersi il patriottismo, che aveva finito per restare un simbolo di destra, e farne un elemento di unità nazionale. All’inizio del suo settennato Ciampi aveva imbandierato l’Italia in un modo così festoso da sembrare un set cinematografico. Ma faceva sul serio e anche in questo era onesto, nel suo obiettivo di fondo: riportare a sinistra l’amore per la patria e il senso civico. Nel famoso inno che i partigiani non hanno mai cantato, «Bella ciao», si dice: «Stamattina mi sono alzato e ho trovato l’invasor». E per un breve periodo si videro molti tricolori nelle città insorte e a Roma. Ciampi fece un’operazione lodevole dal suo punto di vista, ma fallita nei risultati. Era stato l’uomo della Banca d’Italia, e presidente del Consiglio prima di salire al Quirinale, da cui volle assolutamente andarsene. Altro aspetto interessante, perché quando cominciarono a serpeggiare le voci di un prolungamento del settennato, Ciampi la tagliò corta senza cincischiamenti con una lettera in cui avvertiva che non aveva alcuna intenzione di rifare il presidente. Il fatto che lui provenisse dalle file azioniste, dal mondo della finanza e delle banche, dal culmine dell’alta borghesia di lignaggio, era fattore utilissimo al Pci per dimostrare di essere, mentre cadeva il comunismo sovietico, un ottimo rimpiazzo nel mondo capitalista. L’ottimo rimpiazzo però si chiuse con la sua morte. Tutti ricordiamo con affetto le sue sopracciglia cespugliute che competevano con quelle di Leonid Brezhnev, una faccia e senz’altro un comportamento da persona perbene. Ma il tentativo fallì. Ma prima di fallire fu portato avanti in maniera martellante dalle tv di Stato e Ciampi, che pure era persona dall’aspetto e dal modo di fare simpatico, cominciò a diventare leggermente indigesto come una filastrocca che non trova mai la fine. La sua fu nel complesso un’opera contro la destra, ma non riuscì a riportare a sinistra la gloria del fazzoletto garibaldino, del Partito d’Azione o delle camicie rosse garibaldine. Il suo ricordo resta affidato a una memoria nostalgica, ma purtroppo, dobbiamo dire, e in un certo senso per fortuna, arida.

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