C’è aria di bufera dentro il Tg1. Dopo l’intervista rilasciata a Telenord in cui il direttore Gian Marco Chiocci ha dichiarato di essere di “destra” e si è detto “grato a Giorgia Meloni per essere arrivato fin qua" anche perché lei sul tiggì “non mette becco”, si è tenuta un’assemblea di redazione alquanto movimentata.
Un’assemblea nel corso della quale, secondo quanto riportato dal Foglio, Chiocchi avrebbe denunciato le numerose pressioni politiche. “Mi chiamano per chiedermi perché non metto quel pezzo e come lo metto. C’è qualcuno di noi che li avverte. A volte mi vengono riferite, da esponenti di primo piano della politica, battute fatte in riunione. Mi viene chiesto conto di quello che diciamo”, pare abbia detto il direttore del Tg1 che avrebbe rivelato anche che avrebbe ricevuto telefonate da “pezzi da novanta” che citano la “battuta di un redattore fatta tra noi”. E ancora: “In Rai comanda la politica. E fare finta di non saperlo e scandalizzarsi improvvisamente è da ipocriti, e io ipocrita non sono”. Insomma, Chiocci non avrebbe avuto remore a raccontare le raccomandazioni che riceve: “Dalla politica, dalle forze dell’ordine, dal clero, persino da uno chef stellato che mi ha segnalato uno di voi. Ma, dico io, - sarebbero state le sue parole - se volete un incarico: venite voi a chiedermelo”.
Ma quel che è più grave è che, qualche ora prima, il clima sarebbe stato effervescente anche all’interno della riunione dell’Usigrai, alla quale ha partecipato anche Vittorio Di Trapani, attuale presidente della Fnsi, che fino a tre anni fa guidava proprio il sindacato dei giornalisti Rai di sinistra. Una presenza ritenuta inopportuna visto e considerato che la federazione dei giornalisti dovrebbe essere un ente super partes.
Di Trapani, infatti, avrebbe partecipato per portare avanti un attacco politico nei confronti del direttore Chiocci nel corso dell’assemblea. Una linea contestata insieme alla giornalista del Tg1 Gabriella Capparelli che sarebbe stata aggredita verbalmente al punto tale da avere un malore.