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Cocco, il nuovo idolo rosso. La regia di Cucchi e Avs dietro al “dottor invasione”

Nelle carte del medico pro migranti le conversazioni con la senatrice e le deputata Ghirra, stralciate dai pm. E i democratici scendono in piazza contro i Cpr

I precedenti Nicola Cocco, il medico anti Cpr Sotto una protesta

Dopo Aboubakar Soumahoro, Ilaria Salis e Francesca Albanese, la sinistra fabbrica un nuovo martire, il «dottor invasione» Nicola Cocco. È l’infettivologo indagato con l’ipotesi di associazione a delinquere e, secondo i pm di Ravenna, referente della rete anti Cpr che firmava certificati falsi per attestare la non idoneità al rimpatrio dei migranti. Dopo la perquisizione della polizia, Cocco è diventato una star per la sinistra tra appelli in suo favore, dichiarazioni di solidarietà e interviste tra cui quella rilasciata a il Manifesto in cui continua ad attaccare i Cpr definendoli «violenti» e aggiungendo «è importante ribadire che il vero grande scandalo è l’esistenza dei Cpr».

Non bastavano le parole pronunciate da Ilaria Salis in sua difesa, ieri è intervenuta anche la senatrice di Avs Ilaria Cucchi attaccando la magistratura: «Caro pm di Ravenna che sta indagando sui medici nei Cpr, lei ha compiuto un atto che va contro l’articolo 68 della Costituzione, e lo ha fatto consapevolmente. Ha acquisito le mie conversazioni

telefoniche con il dottor Nicola Cocco». La Cucchi ha poi aggiunto: «Sappia, caro pm, che questo non mi fa paura: non ho niente da nascondere, ma la percepisco come un’intimidazione. Sappia che non smetterò di lavorare contro l’istituzione dei Cpr, che sono realtà inutili e disumane».

Non si è fatta attendere la replica di Magistratura Indipendente che, pur senza citare in prima persona la Cucchi ha definito «inaccettabili» le sue dichiarazioni che «ha inteso attribuire finalità intimidatorie ai magistrati della Procura di Ravenna in relazione ad indagini attualmente in corso». L’Anm in una nota ha invece sostenuto che non bisogna «mai trascendere in attacchi personali».

La senatrice di Avs ha poi provato a fare marcia indietro affermando: «Acconsentirò all’utilizzo di quella chat e di quelle conversazioni. Non ho nulla da nascondere, ho solo svolto il mio compito di controllo parlamentare e continuerò a battermi affinché luoghi di detenzione e privazione della libertà personale come i Centri per i Rimpatri siano chiusi».

Anche perché, da quanto si apprende, le chat della senatrice Cucchi e della deputata di Avs Francesca Ghirra con Cocco saranno sigillate dalla procura di Ravenna come prevede la legge.

Intanto arriva anche dal Pd con il deputato Emiliano Fossi la «piena solidarietà» ai medici perquisiti dimostrando come la sinistra e il Pd siano garantisti solo quando si tratta di difendere i propri amici, mentre per Laura Boldrini «dopo i giudici i nuovi nemici della destra sono i medici».

Inoltre ieri il Pd ha aderito alla manifestazione che si è svolta a Bologna in solidarietà con i medici indagati e perquisiti con la partecipazione di sigle come Mediterranea, Sanitari per Gaza, Gruppo Prometeo, il centro sociale Labas e Mai più lager-No Cpr. Un’adesione definita «grave e incomprensibile» da Piero Vignali, capogruppo di Forza Italia in Regione Emilia Romagna che ha chiesto al Pd di dissociarsi «da chi parla di inchiesta per conto del governo».

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