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I colonnelli Fdi sparano contro il Generale

Citato Tolkien nelle critiche a Vannacci. Bignami evoca Boromir. E Filini ricorda: “In Fn eletti col programma atlantista”

Roberto Vannacci a Orvieto per il forum dell'Indipendenza italiana di Futuro Nazionale, 19 settembre 2026. ANSA/GIANLUIGI BASILIETTI

Roberto Vannacci rischia di recitare nella parte di Boromir, il membro della Compagnia che per impossessarsi dell’anello finisce per tradire. «Tanto amico non era...». La penultima giornata di Fenix, a Roma, inizia con una metafora di Galeazzo Bignami. È il capogruppo alla Camera di Fdi a rammentare ai ragazzi di Gioventù nazionale: «Frodo viene tentato tante volte, dai nemici ma anche dagli amici...». Poi lo sprono: «Siate avanguardia». Le sirene vannacciane qui non fanno paura: la giovanile guidata da Fabio Roscani, per Fdi, è un’assicurazione sul futuro. Ma da Orvieto Gianni Alemanno ha tirato una stoccata, chiedendo le dimissioni della premier. L’europarlamentare di Fdi Carlo Fidanza nota «una certa confusione» tra i vannacciani. E al Giornale osserva che Futuro nazionale si contraddice: «Da una parte imputa una mancanza di dialogo a Meloni e al centrodestra»

e dall’altra afferma «che per andare più a destra ci devono essere le dimissioni del primo governo guidato dalla leader della destra». Al laghetto dell’Eur è il giorno dei «colonnelli». Quello con tutti i crismi è Gianfranco Paglia, medaglia d’oro al valor militare: «Ha fatto bene la premier a dire che non dobbiamo cadere nelle provocazioni dei russi», ci suggerisce.

Dopo aver cercato di afferrare l’unico anello, Boromir si ricrede e corre a salvare gli hobbit dagli orchi. Nel cantiere destra attuale, però, di marce indietro non ce ne sono. Il presidente del Senato Ignazio La Russa lo ricorda da Portofino: «Vannacci, in questo momento, rappresenta un rafforzamento del centrosinistra. Niente a che spartire con noi». E un altro colonnello meloniano, il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida traccia una linea: «Vannacci sta con l’opposizione. Alcuni membri autorevoli del suo partito dicono che vogliono perdere».

Francesco Filini, altro deputato presente a Fenix,

rivendica la posizione dei meloniani: «Il centrodestra è sempre stato chiaro sulla politica internazionale e il saldo ancoraggio all’Occidente. Abbiamo sostenuto l’Ucraina quando eravamo all’opposizione, lo abbiamo fatto quando abbiamo vinto. Era il primo punto del programma del 2022». Poi la bordata: «Anche quei parlamentari usciti dal centrodestra che oggi fanno i filorussi, sono stati eletti con un programma chiaro su Occidente e Ucraina». Insomma, in Fdi (giovani o adulti non fa differenza), Tolkien resta uno se non il riferimento letterario di quella comunità politica. E la convinzione è che la Compagnia possa tagliare il traguardo nel 2027 come nel 2022. Non per il potere ma per «completare il lavoro», scandisce Bignami. Gli alleati saranno quelli di sempre. E se Boromir non si redime, pazienza.

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