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Colpire Giorgia per educare Schlein

Il paradosso è che mentre Conte alza il muro, Schlein prova perfino a parlare con Meloni su dossier come l’energia

(COMBO) La presidente del Consiglio Giorgia Meloni (S) e la segretaria del Pd Elly Schlein durante l�?informativa sull�?azione del governo, alla Camera. Roma, 9 aprile 2026. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Colpirne uno per educarne cento, anzi centodieci come il suo Superbonus. Vale a dire colpire Giorgia per educare Elly. Così Giuseppe Conte alla fine ha trovato la sua campagna elettorale: fare l’antimeloni. Gli serve per tenersi il centro del Campo largo e impedire che Schlein ne diventi automaticamente la guida. Il paradosso è che mentre Conte alza il muro, Schlein prova perfino a parlare con Meloni su dossier come l’energia. Così la premier guida la destra e diventa, suo malgrado, anche l’interlocutrice della sinistra. Conte rischia invece di fare opposizione pure alla sua opposizione. Del resto ci ha abituati alle contraddizioni. Il Superbonus doveva essere il bonus dei bonus. Nei conti pubblici ha lasciato una coda così lunga che sarebbe più corretto chiamarlo Supermalus: la casa si rifaceva gratis, il conto aveva un proprietario, lo Stato. Ora la stessa magia passa dall’edilizia alla geopolitica. Conte vuole la difesa comune europea ma dice no al riarmo degli Stati che quella difesa dovrebbero costruirla. È la difesa disarmata: come volere i pompieri ma abolire gli estintori perché ricordano troppo gli incendi. Chiama «economia di guerra» la spesa militare. La deterrenza sostiene il contrario: essere abbastanza forti da rendere troppo costoso attaccarti. Si può discuterne. Ma resta una domanda poco elettorale e molto concreta: se la diplomazia fallisce, chi ferma i droni? La pace è un principio. I droni, purtroppo, sono spesso la fine.

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