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Vannacci stop: è già in calo. E il centrodestra torna su

In due settimane ha perso un punto e il suo consenso proviene dagli astenuti. Il generale, allergico alle inchieste sulla sua “sporca dozzina”, ora attacca anche il Giornale

Da Vannacci a Di Battista, l'incognita delle ali estreme

Dietrofront. Il generale, i cui discorsi sono sovrapponibili a quelli di Pd, 5Stelle e della ditta Bonelli&Fratoianni, s’è fermato e ha invertito la marcia. Per la prima volta Vannacci perde consensi. Antonio Noto, a capo dell’omonima società di sondaggi, ieri a Porta a Porta ha mostrato un calo dell’un per cento di Futuro Nazionale. Quindici giorni fa l’autoproclamatasi «vera destra» era all’8. Ora è al 7, come Forza Italia. La Lega risale al 6, Fdi è al 27,7 (+0,2), il Pd al 20% e i contiani al 12,5 (+0,3). Il centrodestra senza Vannacci è al 42,2 contro il 42,7 di tutti i partiti di centrosinistra assieme, ma nella coalizione potrebbero esserci defezioni. Questi numeri differiscono dalla narrazione, alimentata anche da Vannacci, secondo cui il centrodestra se non lo imbarca ha già perso. «Oltretutto», spiega Noto al Giornale, «vanno tenute in considerazione le crisi di rigetto: una parte di chi sostiene il governo non apprezza Vannacci e viceversa, quindi l’eventuale beneficio sarebbe ben inferiore a questo 7%».

Perché l’ex generale ora cala? «Rappresenta soprattutto un voto emotivo, e questo a un certo punto si ferma, è più volubile rispetto ai partiti che hanno una tradizione. Il suo perimetro è ristretto, non può essere trasversale. Poi bisogna tener presente che il 40% di chi dice che lo voterà proviene dall’astensionismo, e bisogna vedere quanti di questi effettivamente andranno a votare». Noto però sottolinea che è presto per parlare di una tendenza, «vediamo tra un paio di settimane». Però ritiene probabile che Fn e Lega siano ancora vasi comunicanti: «La crescita di mezzo punto di Salvini potrebbe non essere una semplice oscillazione, dato il calo momentaneo di Vannacci». È l’effetto Pontida? «No, sul consenso non c’è quasi mai un rapporto immediato di causa-effetto. Questo eventualmente lo riscontreremo nei prossimi giorni». Torniamo a Vannacci. «Molto spesso i partiti che salgono così velocemente subiscono un contraccolpo. In questi casi la discesa non è di pochi punti decimali, è più marcata. Si arriva a un assestamento. Futuro Nazionale aumentava di un punto o due al mese. Adesso è arrivato il contraccolpo ma oggi non posso definirlo un trend».

Dicevamo del generale, fulminato sulla via di Travaglio. È bastato che il Giornale dimostrasse come la sua «sporca dozzina» s’è arricchita girovagando tra i partiti che l’indomani hanno iniziato a dileggiare 5 milioni in saccoccia non erano abbastanza perché la vestaglia del generale s’imbizzarrisse. In un video girato a Bruxelles dove siede grazie alla Lega usata come un taxi il cui passeggero ha guadagnato finora 400mila euro con una corsa, Vannacci ha attaccato l’editore del nostro gruppo e IlGiornale.

La «vera destra» usa lo stesso frasario della sinistra, come l’involontaria comicità. Sentite l’ex generale, ieri, in occasione dell’entrata in Fn del nono onorevole transfuga, Tommaso Calderone, ex forzista: «Il nostro è un partito coerente, non modula i princìpi in base alla convenienza del momento. Siamo un gruppo unico che non rincorre benefici personali». Poco prima ha detto che il suo gruppo non rincorre la convenienza del momento e voterà contro la legge elettorale: «Con queste preferenze farlocche non si ridà la sovranità a nessuno». Fa niente che nessuno dei suoi onorevoli sia stato eletto con le preferenze. E amen se la sua amazzone Laura Ravetto, ex forzista ed ex leghista, quand’era forzista ma forse anche quand’era leghista fosse contraria alle preferenze: «È un bluff andare a dire in giro che le preferenze sono l’espressione del voto di tutti gli italiani». Coerenza Nazionale.

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