Uno, nessuno, Giuseppe Conte. Pacifista, sì, ma a latitudini alterne. Non vuole più un’arma in Ucraina, però resta al fianco dei pro-Pal, che intende arruolare insieme a tutto il mondo islamico. «Dagli iscritti al Movimento emerge un mandato chiaro e preciso», eccita il suo popolo dal palco dell’assemblea, ma gli iscritti, quindi il suo popolo, stanno ancora votando, gli resta un giorno e mezzo per esprimersi online sul programma – i clic sono iniziati da appena 24 ore – dunque sorge il leggero sospetto che anche stavolta i desiderata di Conte verranno avallati dalla base. Mentalismo alla Mago Silvan.Ma potrebbe trattarsi pure di una coincidenza, capiamoci, d’altronde l’assemblea si chiama «Nova-Parola all’Italia».Conte si prende la scena alle 17.30 nel grande atrio del World Join Center, un grattacielo di uffici e ristoranti accanto a City Life, uno dei quartieri più ricchi di Milano. Ad accoglierlo un migliaio di persone, alcune bandiere del partito e altre della Palestina. L’ospite d’onore è Francesca Albanese, la non avvocato relatrice dell’Onu che, poco prima dell’arrivo di Conte, dallo stesso palco ha tuonato contro il disegno di legge sull’antisemitismo: «Un’infamità». L’arringa ha scatenato il pubblico e mandato in solluchero un signore mediorientale di cui, dopo una verifica, il Giornale ha scoperto l’identità: Khader Tamini, presidente della comunità palestinese della Lombardia. Ovviamente assistere ai comizi dell’Albanese, o a quelli di Conte, non è reato. Il capo M5s sogna Palazzo Chigi: «Sulla costruzione di percorsi di pace, non quella della deterrenza militare, non saremo mai soli.La popolazione europea ci appoggerà». E poi: «Le armi allontano la pace», non cita direttamente l’Ucraina, così come non figura nel programma di Nova, e però il messaggio è chiaro. «Il riferimento è ovvio», ci dice un deputato, lo stesso che – in cambio dell’anonimato – aggiunge: «È chiaro che se la Schlein non accetta le primarie estese online andiamo per i fatti nostri». La collega Chiara Appennino ci mette la faccia: «Se qualcuno ha paura delle primarie lo dica. Noi vogliamo il nostro presidente leader della coalizione. Il Pd è stato il primo a dire “o primarie o un nome nostro”. Se c’è qualcuno che ha paura delle primarie è chi le ha inventate».Torniamo a Conte: «Il primo provvedimento del Consiglio dei ministri», quello che agogna presiedere ancora, «deve abrogare le misure sulla giustizia e sulla sicurezza, che reprimono il dissenso». Si rivolge alla platea e spedisce un messaggio a Elly, che non nomina: «Non pensiate che sia disposto a diluire il mandato degli iscritti perché tutto diventi un vivacchiare. Mi conoscete».Dicevamo dell’Albanese, il cui contratto all’Onu scade nel 2028 e che Conte, bruciando sul tempo Avs, vorrebbe candidare per fare il pieno di voti pro-Pal e di estrema sinistra: «Adesso c’è l’infamia del decreto legge antisemitismo che non solo non protegge gli ebrei, ma li isola.Assimilandoli alle politiche di Israele si crea ancora più risentimento, è pericoloso e anticostituzionale». Dal centrodestra partono bordate. Silenzio dal Pd. Di cui l’Albanese, forse già in campagna elettorale per conto di Giuseppe, parla così: «Hanno bravi parlamentari, ma si devono liberare della componente pro-apartheid». Le chiediamo cosa ne pensi della carcerazione di Mohammad Hannoun, accusato di essere l’uomo di Hamas in Italia. Ci risponde: «Non penso niente».Ci riproviamo. «Non penso niente». Poi inizia a parlare amabilmente col capo dei palestinesi in Lombardia. Prendere le distanze da un sospetto terrorista era troppo, chissà, magari avrebbe disturbato qualcuno.L’assemblea, aperta da Riccardo Ricciardi (quello che alla Camera per attaccare Israele ha detto che l’olocausto in passato «l’ha fatto una democrazia», il democratico Adolf) e dall’eurodeputato Pasquale Tridico, è iniziata col fango contro il nostro gruppo editoriale. Fortuna che Conte, scendendo dal palco, ha riportato il buonumore: «Mi raccomando votate, perché il vostro voto conta...».

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