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Conte e la guerra ai decreti sicurezza: la mossa per soffiare la piazza a Schlein e guidare la coalizione

L’ex premier promette di cancellare le norme che limitano il dissenso per intercettare la protesta giovanile e dettare l’agenda all’alleanza. Dura replica di FdI sulle restrizioni dei suoi governi, mentre in Parlamento decolla il confronto tra i partiti per definire il programma del centrosinistra

Conte Schlein

Per 24 ore il M5s ha giocato senza avversari. E ha provato a dettare la linea all’intero Campo largo. È in vena di parlare Conte. A margine della presentazione del volume «Internazionale della Terra» a Roma, davanti a una serie di studentesse e studenti si lascia scappare una frase: «La prima cosa che faremo quando andremo al governo è cancellare tutti questi decreti sicurezza, questi decreti che limitano il diritto di protestare e di esprimere dissenso, che sono il fondamento della democrazia».

Non c’è ancora il programma del centrosinistra, ma di sicuro gli attori protagonisti del Campo largo hanno le idee chiare su cosa dovrà essere tagliato con un tratto di penna. E le ha ancora più chiare lui chi ha già fatto il presidente del Consiglio - una volta con la Lega e l’altra con il Partito Democratico - che dovrebbe conoscere qual è il confine tra una protesta pacifica e un’altra che sfocia nella violenza, come si è visto in queste settimane nelle varie piazze dello Stivale.

Il leader 5s butta l’affermazione lì in un momento storico in cui i giovani protestano contro il governo. E si pone nella condizione di voler strizzare l’occhio a quel sentimento, perché consapevole che lì possa annidarsi un pezzo di elettorato che è di sinistra ma non ha una connotazione partitica ben definita. Non è dato sapere quanto questa iniziativa «contiana» porterà consiglio.

Certo è che la mossa di Conte va letta in controluce. Sembra essere un’uscita che abbia come primo obiettivo quello di elevarsi a punto di riferimento dei vari movimenti che animano le piazze. In sintesi, Conte continua a muoversi in chiave anti-Schlein. E dunque detta l’agenda al Campo largo, ogni giorno ne approfitta per dettare le condizioni. Un’uscita che scatena la reazione di Fratelli d’Italia che sui social ribatte punto per punto: «Conte, in vena di promesse da campagna elettorale, fa sapere che tra le sue priorità e quelle dei suoi alleati c’è la cancellazione dei decreti sicurezza, che secondo la sua propaganda limitano il diritto di manifestare. Eppure, le uniche limitazioni delle libertà a cui l’Italia ha assistito negli ultimi anni portano la sua firma. Capiamo che, in assenza di proposte concrete, tutto faccia brodo, ma siamo sicuri che gli italiani non abbiano vuoti di memoria».

Così l’ultima trovata di Conte diventa la polemica di giornata. Impresa riuscita: l’ex premier si fa notare anche questa volta. È anche il protagonista del pomeriggio parlamentare dove ha un lungo colloquio in Transatlantico con Nicola Fratoianni, leader di AVS, altro azionista del Campo largo, e con il responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano. Campo largo in azione che si dà una regola sui lavori del programma: i primi a confrontarsi saranno i capigruppo di Camera e Senato. Poi toccherà agli esperti di ogni partito. E infine ai leader.

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