Chi nega che sia in corso l’islamizzazione dell’Europa o mente sapendo di mentire o vive una realtà parallela, perché i segnali ci sono tutti, sono evidenti e non possono essere sottovalutati. L’ultimo allarme arriva dalla Francia dopo, dopo il cibo halal, ora è arrivata la letteratura. Sembra una forzatura ma è la tendenza che stanno cercando di lanciare alcune giovani influencer musulmane nel Paese transalpino attraverso i social, promuovendo una letteratura che sia conforme ai dettami religiosi di Maometto e che non sia peccaminosa. Sembra di fare un passo indietro nel tempo, quando esisteva l’indice dei libri proibiti, dove i volumi non conformi venivano messi al rogo e dove l’oscurantismo regnava sovrano. O, semplicemente, sembra di fare un passo verso i Paesi dove lo Stato islamico ha preso il controllo.
A denunciare il nuovo fenomeno è Europe 1, che ha individuato diverse influencer di questo tipo, che sostengono che alcuni volumi della tradizione letteraria francese “banalizzano il tradimento e romanticizzano la violenza. In realtà, ciò normalizza assolutamente tutto quello che è contrario ai miei valori. Non è affatto ciò che ho voglia di leggere come musulmana”. Nel mirino, per esempio, è finito Guy de Maupassant con il suo romanzo “Palla di sego”, pubblicato del 1880, che parla della storia di una prostituta durante la guerra franco-prussiana del 1870: troppo osè per i dettami e i codici islamici, quindi da accantonare.
“Un romance halal è un romance che rispetta il quadro islamico nel corteggiamento. Nessun rapporto carnale, nessuna relazione romantica prima del matrimonio” , spiega un’influencer alla sua comunità, cercando di trasferire la convinzione che sia la strada giusta per essere delle perfette musulmane. E ancora: “Forbidden Love, non vedo l’ora di leggerlo perché si tratta di un matrimonio combinato. Matrimonio combinato e muslim nella stessa frase, è sufficiente per me per acquistarlo”. E non ci sarebbe nulla di male se fosse questione di semplici gusti personali, perché tutti scelgono un libro da leggere in base alle proprie preferenze. Diventa problematico nel momento in cui ragazze che vivono in Occidente e che dovrebbero godere delle conquiste di libertà di chi le ha precedute scelgono di affrancarsi da una società libera per aderire a un modello in cui esistono libri “consentiti” o meno a seconda che aderiscano o no ai codici religiosi.
La letteratura francese sarebbe diventata l’intollerabile espressione di un Paese “bianco, borghese e parigino”, lontano dalla loro identità culturale. “È l’illustrazione della disintegrazione e della disassimilazione, volontà di questi giovani. Non hanno l’intenzione di rispettare le regole delle democrazie liberali. Ciò che importa loro è imporre le proprie. Lo fanno in modo lento, in modo progressivo, attraverso gli oggetti di consumo”, ha dichiarato l’antropologa Florence Bergeaud-Blackler, lanciando evidentemente un allarme per una sorta di “riconquista culturale” in corso, un tentativo “di influenzare, di islamizzare secondo i codici dei Fratelli Musulmani o dei salafiti in generale una popolazione che non è per l’appunto ancora controllata da questi gruppi”. Non dev’essere considerata una moda, perché il rischio è che si cerchi di andare incontro a questa tendenza, eliminando qualunque tipo di romanzo non rispondente ai codici islamici. E non è escluso che questa nuova tendenza non arrivi anche in Italia, spinta da chi sta abdicando al woke.
