Norma Cossetto, studentessa universitaria italiana, è stata uccisa nella notte tra il 4 e il 5 ottobre del 1943 in Istria, infoibata. Nel vuoto di potere seguito all’armistizio dell’8 settembre, l’Istria subì una rapida escalation di violenza politica. E Cossetto, giovane studentessa universitaria, arrestata dai partigiani jugoslavi e ritrovata priva di vita nella foiba di Villa Surani, è divenuta negli anni il simbolo della violenza cieca e barbara dei partigiani di Tito.
“Per troppo tempo, la sua storia e quella di tante altre vittime delle foibe sono rimaste ai margini della coscienza nazionale, ostacolate da pregiudizi ideologici. Ricordare Norma significa custodire la testimonianza di una vita spezzata dalla barbarie e riaffermare il valore della vita umana. Significa non permettere che il dolore di chi ha subito quella violenza venga negato, minimizzato o giustificato”, ha dichiarato la premier in un post social, sottolineando che “una Nazione matura non ha paura della propria storia. Ha il dovere di conoscerla, di rispettare tutte le sue vittime e trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza del passato, senza silenzi o rimozioni”. Anche Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha voluto ricordare Norma Cossetto, “simbolo del martirio delle foibe e, insieme, del dramma vissuto da migliaia di italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, costretti all’esodo dalla propria terra”. Ricordare la sua vicenda, ha aggiunto, “significa rendere omaggio alla sua dignità e al suo coraggio e, al tempo stesso, restituire volto e memoria alle tante vittime di quella tragedia, per troppo tempo rimasta ai margini della memoria condivisa del Paese. La memoria non deve alimentare divisioni, ma contribuire a costruire una coscienza nazionale più consapevole, capace di riconoscere le sofferenze patite dagli italiani del confine orientale e di tramandarle alle nuove generazioni”.
Il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, in una nota diffusa nella giornata di oggi, ha sottolineato che “la sua storia ci richiama al dovere del ricordo e alla responsabilita’ di trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza di questa dolorosa pagina della nostra storia. Custodirne la memoria significa restituire voce e dignità a chi ha sofferto e impedire che il silenzio ne cancelli il sacrificio. Una preghiera per lei e per tutte le vittime delle foibe”. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha definito la sua morte “una pagina dolorosa della nostra storia, troppo a lungo taciuta dai vertici dello Stato. Una pagina che abbiamo il dovere di far conoscere e tramandare. Perché la storia italiana va ricordata e raccontata tutta, senza comode omissioni”
