Corna, tette, insulti e volgarità. La campagna elettorale di Roberto Vannacci è da sceneggiatura di B movie anni Settanta. L’ex leghista scettico sull’odioso femminicidio è così disperato per il risultato delle Suppletive in Calabria da aver letteralmente «spogliato» il sottosegretario Fi ai Rapporti col Parlamento Matilde Siracusano - compagna del governatore calabrese Roberto Occhiuto - raffigurata affianco al candidato del centrodestra Fabio Roscioli in un post fatto con l’Ia.
Lo aveva detto Giorgia Meloni (anche lei «denudata» per finta), oltre a svuotare i conti correnti l’intelligenza artificiale influenzerà le prossime elezioni. Chi l’ha istruita però non era tanto sveglio, perché ha manipolato una foto social con una vistosa scollatura al posto della maglietta nella foto prelevata da Instagram. «Chi per fare politica ha bisogno di ritoccare con un software il corpo di una donna ha già perso», è l’affondo di Occhiuto. Per la legge sul deep fake il pm può agire anche d’ufficio,
lo dice l’articolo 612 quater del codice penale: «Chiunque cagiona un danno ingiusto ad una persona con immagini, video o voci falsificati o alterati dall’intelligenza artificiale e idonei a indurre in inganno sulla loro genuinità, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Si procede d’ufficio se è connesso contro una pubblica autorità». Il generale ha confuso il significato di «spoglio» elettorale, la deputata lo denuncerà «perché è un’offesa a tutte. Quali onori, quali valori... Che problemi ha con le donne il generale Vannacci?», ci chiede la Siracusano. Anche la sinistra si indigna pur di tirargli la volata con Mara Carfagna di Azione, Chiara Braga del Pd e Angelo Bonelli di Avs. Vannacci si difende disconoscendo la paternità della foto che però ha pubblicato: «Occupatevi di scollature se volete ma cercate meglio a chi di dovere rivolgere le accuse», scrive su Facebook il generale.
Dopo aver definito i calabresi «cornuti e mazziati», «servi e incapaci» chiede loro il voto perché questa tornata elettorale sarebbe «l’ultimo treno per la dignità di questa terra». Ma il voto di oggi e domani per il seggio lasciato vacante dall’azzurro Francesco Cannizzaro è passato in secondo piano. Si dà per scontata la vittoria di Roscioli, i consensi al candidato del generale Mimmo Giannetta (altro «traditore» di Forza Italia) non serviranno a far vincere il cardiologo del campo largo Frank Benedetto. Il sindaco di Reggio Calabria l’altra sera al comizio finale ha risposto agli insulti rivolti a lui e ai reggini («Curnutu si tu e cu non tu rici») da chi, dopo aver tradito la Lega, si candida a utile idiota della sinistra. Con l’aggravante del sessismo, in un territorio dove gli ultimi scampoli di patriarcato si intrecciano con i boss di ‘ndrangheta. Che le donne libere come Maria Chindamo o Lea Garofano le cancellano sciogliendole nell’acido. È forse da presunti maschi come i mafiosi che Vannacci sta cercando gli ultimi voti?
