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Corsi e sedi gratis. È “Bangla-dem”

A Torpignattara la comunità di stranieri conta ormai 10mila unità e in Italia è lievitata del 16,9%. Il Pd ne cerca subito l’alleanza. Un circolo del Pigneto concede i locali agli studenti minorenni per aiutarli a fare i compiti. Con la benedizione dell’ex sindaco Zingaretti A Roma

Schlein con gli stranieri

Islam, elezioni, candidati. La strategia dietro i nuovi volti della sinistra si sta facendo sempre più netta e coinvolge in particolar modo le comunità bangladesi in diverse realtà italiane. L’ultima, in ordine temporale, è quella romana. Nella sede del Pd di Torpignattara, infatti, è stato siglato un accordo tra i dem e la comunità: «Il corso di formazione in lingua italiana è condotto completamente gratuitamente per i cittadini del Bangladesh a Torpignattara, Roma, in collaborazione con l’associazione dei migranti del Bangladesh in Italia-Bimash e Pd», si legge sulla pagina dell’associazione che già in passato aveva preso parte a iniziative con esponenti dell’opposizione. Quindi, la sede del Partito democratico è data in concessione, con una formula non specificata, per ben 4 giorni su 7 per un corso di italiano rivolto a una comunità straniera.

Gli orari delle lezioni sono i seguenti: il lunedì 19.30, martedì alle 19, mercoledì doppio turno (alle 10 e alle 20), venerdì 10. Ma la scelta del target non è casuale, perché la comunità bangladese è una delle più numerose e in più rapida crescita in Italia. Conta circa 200mila cittadini regolarmente soggiornanti a livello nazionale e oltre 35mila residenti nel solo Comune di Roma. La Capitale rappresenta uno dei principali centri di insediamento della diaspora bangladese.

Secondo il rapporto 2025 del Ministero del Lavoro, pubblicato il 13 gennaio 2026, la comunità segna un +16,9% rispetto all’anno precedente. I dati Istat riferiti al 1° gennaio 2025 mostrano quanto sia rilevante il loro peso nella Capitale: rappresentano il 9,9% degli stranieri residenti e la terza comunità straniera, dopo romeni e filippini. E non è casuale nemmeno la zona scelta dal Pd: il Municipio V di Roma, che comprende Torpignattara, ospita circa 10mila cittadini bangladesi. Secondo l’Annuario statistico 2025 di Roma, i residenti con cittadinanza bangladese nel Municipio V sono 10.060. Significa che quasi il 29% di tutti i bangladesi residenti a Roma si concentra in questo municipio.

Torpignattara è infatti considerata la principale Banglatown italiana e il Pd si è innestato perfettamente in quel luogo, concedendo la sede del partito alla comunità. Una comunità che non è nuova a incontri con esponenti dem.

Era il 14 marzo quando Mohammad Hossain Mukter, presidente della BIMAS, ha organizzato l’evento «Iftar una tavola unita» in cui hanno preso la parola l’europarlamentare ed ex sindaco Nicola Zingaretti e il presidente del Municipio V Mauro Caliste.

Ma c’è stato anche un altro episodio che vede coinvolti i minori: «Su iniziativa congiunta del Pd e dell’Associazione degli immigrati del Bangladesh, prende il via un programma speciale di sostegno scolastico per aiutare nello svolgimento dei compiti gli studenti residenti nella zona della fermata della Metro C di Pigneto, a Roma», si leggeva nel post del 20 novembre 2025 in cui veniva indicata la sede di un altro circolo del partito, quello del Pigneto. Mentre la segretaria del Pd Elly Schlein viene immortalata con il presidente dell’associazione in una delle tante manifestazioni, la strategia dem prosegue.

Prima i candidati bengalesi alle elezioni di Mestre, poi il tour elettorale di Majorino come sindaco di Milano osannato dalla medesima comunità, ora il disegno del Pd si sta estendendo alla Capitale.

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