Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:28
Interni

Dalla ’ndrangheta ai 5s. Chi soffia sul caro benzina

Soggetti vicino alla criminalità organizzata sostengono i presìdi contro i prezzi dei carburanti. La battaglia green dei grillini che penalizza i consumatori

Proteste carburanti

Le mobilitazioni contro il caro carburanti sono in costante crescita. Trattori in strada, presìdi, cortei e rallentamenti hanno interessato negli ultimi giorni soprattutto Calabria e Sicilia, coinvolgendo agricoltori, pescatori e autotrasportatori. Soltanto in Calabria, la rete di associazioni che ha promosso la mobilitazione rivendica oltre tremila aderenti, mentre nuove iniziative sono già annunciate. Ma che cosa c’è realmente dietro queste piazze? La questione è arrivata fino al Viminale. Ieri il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al quale hanno partecipato i vertici delle forze di polizia e delle agenzie di intelligence, ha affrontato anche il dossier delle mobilitazioni contro il caro carburanti. Ed è proprio dietro queste manifestazioni che emerge un quadro delicato. Da fonti qualificate e da verifiche de Il Giornale, emerge come in alcuni presìdi calabresi siano state registrate presenze di soggetti con precedenti penali e con vicinanze o rapporti familiari con persone indicate negli atti come appartenenti o legate ad ambienti della ‘ndrangheta. Una circostanza che ha inevitabilmente acceso l’attenzione degli apparati di sicurezza. A Crotone, nella mattinata del 28 settembre hanno partecipato al presidio promosso da un gruppo di agricoltori e dal «Movimento Popolare Nazionale».

I manifestanti hanno rallentato il traffico e posizionato alcuni mezzi agricoli sulla carreggiata, mentre le forze dell’ordine hanno predisposto percorsi alternativi. Nel pomeriggio è arrivato anche il sindaco di Crotone e una delegazione è stata ricevuta in Prefettura. Il giorno successivo una cinquantina di mezzi agricoli ha dato vita a un nuovo corteo. È proprio a entrambe le iniziative di Crotone che, secondo quanto apprende Il Giornale, avrebbe partecipato il 56enne Massimiliano Maida, gravato da numerosi precedenti penali e già destinatario degli arresti domiciliari per concorso esterno in associazione mafioso nell’ambito dell’operazione «Glicine e Acheronte», misura poi revocata dall’autorità giudiziaria. Maida viene inoltre indicato come vicino a Domenico Megna, ritenuto esponente della locale di ‘ndrangheta di Papanice.

Ancora più articolato il quadro rilevato a Spezzano Albanese, nel Cosentino. Il 30 settembre, nei pressi dell’intersezione circa 60 manifestanti hanno organizzato un presidio con 15 mezzi agricoli, tre camion e undici autovetture. Tra i presenti il 57enne Franco Imbrogno, noto per la vicinanza ai defunti fratelli Pietro e Sandrino Greco, a loro volta pregiudicati per mafia. C’è poi un secondo fronte, tutto politico, che si intreccia con il tema del caro benzina. Mentre agricoltori, autotrasportatori e altre categorie scendono in piazza denunciando l’aumento dei costi del carburante, alla Camera c’è chi mira a farli costare di più con il Movimento 5 Stelle che ha presentato un ordine del giorno allegato al decreto imballaggi per ridurre le agevolazioni legate proprio ai prodotti petroliferi. Proprio mentre la metà dei distributori italiani ha un tetto al prezzo della benzina dopo che ieri anche Tamoil ha seguito la decisione di Eni con una misura fino al 31 ottobre.

Commenti