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Giuliani, la “sardina” di Elly che terrorizza gli eletti Pd

L’influencer pro Pal, vicino agli ambienti Lgbt, è il nuovo protetto di Schlein: lo vuole a Roma per rubare voti ad Avs. I dem temono per il seggio: “Pare Mattia Santori”

Raffaele Giuliani

È la nuova «sardina». No. È un pesce in scatola, pardon, allevato in laboratorio. «Made in Schleinosfera», vicino al mondo dell’estrema sinistra e a quello Lgbt. Ma Raffaele Giuliani verrà candidato a sindaco dal Pd a Terni o sarà catapultato in parlamento? Prende corpo la seconda ipotesi. Riformisti dem, e anche chi vorrebbe riformare solo la Schlein, stanno friggendo.

Giuliani, l’influencer non biondo che sta facendo impazzire il mondo (del Pd) onnipresente sui social e pigmalione dei giovani confusi progressisti di TikTok è un prodotto di Francesco Nicodemo, ex responsabile della comunicazione dem, ex consigliere politico di Renzi e fondatore di Lievito, agenzia che gestisce diversi deputati e senatori dem. Giuliani tra Instagram e Facebook ha 320mila follower, su TikTok ne ha ancora di più ma non sappiamo di preciso quanti perché non abbiamo TikTok, e però conosciamo bene altre cose, tutte collegate ma ci arriviamo tra un attimo. Prima diciamo, o ricordiamo per quei pochi che ingiustamente non sappiano chi è Giuliani, che ha 25 anni, non ha (ancora) la tessera del Pd, è di Terni, poi si è trasferito a Perugia e ora a Roma cerca di prendere un’altra laurea ma quante ne ha? Lo vedremo e oltre a filosofeggiare tra il marxismo e una riedizione tragicomica di Lotta Continua, a metà tra «salveremo il mondo» e «salviamo il mondo da noi», è un pro Pal acerrimo nemico di aziende filo-occidentali come Lavazza e fa niente se Lavazza fosse uno degli sponsor di un programma in cui era protagonista su YouTube. La «sardina» passata a miglior olio è invece Mattia Santori, il riccioluto (come Giuliani) bolognese che nel 2019 voleva fare il pesce-guida del centrosinistra ed è finito in un barattolo dimenticato.

Nicodemo ha scoperto Giuliani mediaticamente, però a portarlo da Elly, la statista di Lugano, è stata Marina Sereni (di Foligno), responsabile sanità della segreteria Pd, deputata dal 2001 al 2018, viceministro agli Esteri nel secondo governo Conte e con Draghi, e vicepresidente del Pd dal 2009 al 2013. «La segretaria ha deciso di puntare su di lui per intercettare il voto di Avs», dice al Giornale un deputato dem. «Elly punta molto sugli influencer, soprattutto se dovrà accettare le primarie online».

Il piano originario di Nicodemo era di candidare Giuliani a sindaco di Terni, carica ricoperta da Bandecchi il quale al Giornale commenta: «Magari fosse lui lo sfidante!». Però il direttore di Umbria7, Marco Brunacci, ha svelato il piano e tra i dem locali è successo il finimondo. Quindi Elly s’è messa in testa l’idea meravigliosa di portare l’evoluzione della sardina a Roma, e in questo caso in Umbria tra i pochi sicuri della candidatura ci sono Walter Verini e Anna Ascani.

Torniamo a Nicodemo: è stato lui, napoletano e fine conoscitore della sinistra moderata e no, uomo di comunicazione, a garantire l’incoronazione a sindaco di Perugia dell’allora 38enne Vittoria Ferdinandi dopo i dieci anni del forzista Romizi.

Sul web Giuliani si autodefinisce un divulgatore, scrive che ha una laurea in Filosofia e Scienze e Tecniche Psicologiche e che adesso a Roma sta studiando alla Libera Università Maria Santissima Assunta per una magistrale in Psicologia Clinica, professionalità che per una buona parte del Pd sarebbe oro. Tragicomico fustigatore del governo delle destre, che quando è ospite della Gruber diventano «destre-destre», il Giuliani è un po’ filosofo, un po’ influencer, un po’ Giuliani. «Ma è possibile? Sembra la sardina di Bologna...», si sfoga un senatore. Noi ridiamo. Lui, il senatore, ci manda al diavolo. E ha le sue ragioni.

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