Il Comune ha pubblicato due bandi per la realizzazione di un portale monumentale tradizionale cinese, il cosiddetto «Dragon gate» per valorizzare gli spazi pubblici urbani di via Paolo Sarpi. Il Paifang è uno degli elementi più riconoscibili dell’architettura tradizionale cinese. Storicamente identifica l’ingresso di un luogo significativo e rappresenta un simbolo di appartenenza e riconoscibilità della comunità. Lo si trova infatti a San Francisco, Londra, Vancouver, Sydney e Yokohama, dove sono diventati autentici punti di riferimento urbani e attrazioni turistiche.
«Non ho nulla contro la comunità cinese che lavora e produce silenziosamente nella nostra città - commenta Alessandro De Chirico, consigliere comunale di Forza Italia -. Tuttavia il quartiere di via Paolo Sarpi ha una spiccata connotazione multietnica e i residenti cinesi sono solo l’8%. Già in passato, dopo il tentativo del Pd, si scatenò un acceso dibattito che fece tramontare l’idea di realizzare il portale in omaggio al Regno di mezzo perché lo caratterizzerebbe troppo, ghettizzando i milanesi di altra provenienza che lì sono la maggioranza. Milano, è bene sottolinearlo, non è San Francisco».
Secondo il consigliere de Chirico quindi invece che caratterizzare ancora di più il quartiere il portale rischierebbe di creare un vero e proprio ghetto, a fronte anche della pedonalizzazione del 2011 . «Oggi nella zona servirebbero investimenti nell’arredo urbano e la dislocazione di cestoni sempre più necessari visto il grandissimo numero di attività di street-food che generano sporcizia e degrado, magari con la piantumazione di piante sempreverdi. Sono in contatto con molti residenti del quartiere e, visto che il Comune non lo fa, nelle prossime settimane mi farò portatore di un sondaggio per capire cosa ne pensa chi risiede in via Paolo Sarpi e nelle vie limitrofe».
