«Noi stiamo lavorando per restituire anche Rogoredo ai cittadini, ma lo stiamo facendo da anni, perché Rogoredo la conosco». Ha aspettato un paio di giorni, ma poi è stata davvero dura la risposta del leader della Lega Matteo Salvini al fedifrago generale Roberto Vannacci che, presentando il generale dei carabinieri Carmelo Burgio come candidato sindaco di Milano, aveva lodato la sua capacità di «rastrellare» il bosco della droga, diventato la più grande piazza di spaccio d’Europa. Una piaga nel cuore della città che incredibilmente non si riesce a sanare e che quindi diventerà terreno di sfida elettorale. «Ci sono andato di giorno e di notte - ha replicato piccato Salvini dopo il sopralluogo al cantiere Rfi del nodo ferroviario Pigneto a Roma - quindi non ho bisogno di qualcuno che arriva da altre parti d’Italia per spiegarmi come risolvere i problemi a Rogoredo, a Quarto Oggiaro, alla Bovisa, al Gratosoglio. Con tutto il rispetto per chi porta delle idee». Deciso quindi l’attacco a Burgio che già aveva dovuto replicare alle critiche piovutegli da sinistra.
E sempre in casa Lega, a fare agenda sono in questi giorni le dialettiche interne, emerse dopo il Direttivo lombardo convocato a sorpresa venerdì scorso e nel quale i toni si sono accesi. «Sto lavorando per rafforzare la squadra - ha replicato Salvini - abbiamo 500 sindaci, governatori in gamba: più siamo a farci carico del lavoro e meglio è». Aggiungendo che «di tutto gli italiani hanno bisogno ad agosto, fuorché di polemiche e di beghe interne di partito». In suo soccorso per arginare quello che sembra essere l’attacco dei governatori Zaia, Fedriga e Fontana schierati a tridente, arriva Andrea Crippa, deputato e già vicesegretario della Lega prima dell’irruzione di Vannacci ai vertici del partito: «La leadership di Matteo Salvini - si schiera fedele, nonostante il declassamento - non è in discussione. Il congresso dello scorso anno ha parlato chiaro: è stato eletto all’unanimità. Una scelta precisa, voluta dai militanti e che merita rispetto. Adesso non è il momento delle divisioni, ma di rafforzare la squadra. Ci sono riforme storiche da completare».
