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“De Rosa ha violato le regole Ue”. Il dirigente Pd rischia il posto

Milita in un collettivo antagonista, è funzionario europeo e fa parte di un organismo dem. Ma lo Statuto del personale vieta espressamente incarichi di partito, con sanzioni fino alla destituzione

Tecnico Paolo De Rosa, funzionario alla Commissione Ue

C’è un colpo di scena nella vicenda che riguarda Paolo De Rosa, il responsabile del dipartimento digitale dei governi Gentiloni, Conte e Draghi, oggi funzionario della Commissione Ue, consulente del Pd e tra i registi del collettivo Autistici/anonimi inserito tra le organizzazioni terroristiche dal Dipartimento di Stato americano.

Da quanto hanno riferito al Giornale fonti confidenziali vicine alla Commissione Ue, De Rosa avrebbe compiuto una violazione del regolamento europeo assumendo un incarico politico come componente del gruppo innovazione del Partito Democratico pur essendo un funzionario di Bruxelles, ruolo che gli imporrebbe imparzialità.

Leggendo il curriculum di De Rosa sul suo profilo Linkedin si evince come dal dicembre 2022 al giugno 2023 abbia lavorato alla Commissione europea come «Senior Consultant» occupandosi della «Progettazione e sviluppo del Portafoglio europeo di identità digitale presso la DG Connect; consulenza sulla revisione del regolamento eIDAS». Da giugno 2023 ha invece assunto il delicato incarico (che svolge a tutt’oggi) di «Policy Officer» con la qualifica di «Chief Technology Officer» per l’Eudi Wallet (European Digital Identity Wallet), ovvero il nuovo portafoglio digitale europeo. Nello Statuto del personale dell’Ue (Staff Regulations) viene espressamente vietato che un funzionario ricopra incarichi per enti esterni come i partiti politici che creino un conflitto di interessi con le materie con cui lavora nella Commissione.

L’articolo 11 del Regolamento alla voce «Doveri e diritti del funzionario» recita: «Il funzionario esercita le sue mansioni e agisce nell’esclusivo interesse dell’Unione. Non chiede né accetta istruzioni da alcun governo, autorità, organizzazione o persona estranei all’istituzione di appartenenza». Pur essendo consentite eccezioni previa autorizzazione della Commissione, queste vengono meno nel momento in cui c’è un conflitto di interessi tra la propria attività nelle istituzioni europee ed eventuali altri incarichi.

È il caso di Paolo De Rosa che il 12 settembre 2023 è stato presentato nella sede del Partito Democratico a Roma in una conferenza stampa con la leader del partito Elly Schlein nel «gruppo di lavoro sulle politiche digitali e innovazione».

Qualsiasi mancato rispetto, intenzionale o per negligenza, degli obblighi previsti dallo Statuto del personale dell’Ue espone un funzionario a un’azione disciplinare che va all’ammonimento scritto fino alla destituzione. Ora la Commissione europea deve far luce tanto sulle relazioni del suo funzionario De Rosa con i mondi antagonisti ed eversivi quanto sulla sua violazione dei regolamenti europei.

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