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Delmastro, no della Giunta a nuova istruttoria: si va in Aula per decidere sulle chat

La Giunta per le Autorizzazioni della Camera ha votato, a maggioranza, contro un supplemento di istruttoria sul caso Andrea Delmastro

Il deputato di Fratelli d'Italia, Andrea Delmastro, durante la votazione degli emendamenti al disegno di legge sul PNRR, Roma, 3 agosto 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

La Giunta per le Autorizzazioni della Camera ha votato, a maggioranza, contro un supplemento di istruttoria sul caso Andrea Delmastro.

Si tornerà, dunque, in Aula per il voto sulla relazione della Giunta stessa che ha negato l’autorizzazione alla Procura di utilizzare le chat di Delmastro con Caroccia. “Come presidente di questo organismo ho scelto di non mettere ai voti la scelta sull’accesso e la consultabilità delle chat per non creare un precedente pericoloso”, ha detto il presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera, Devis Dori,al termine della seduta ribadendo che “la Giunta è un organo di garanzia che non può affidare alle maggioranze di turno decisioni sensibili”. Dori ha, poi, proseguito: “La Giunta si è invece espressa a maggioranza contro la proposta di integrazione istruttoria, che a mio parere sarebbe stata necessaria. Col voto della maggioranza di negare l’integrazione istruttoria - ha osservato Dori - diventa pertanto impossibile visionare il contenuto della documentazione inviata dalla Procura di Roma che, quindi, rimarrà inaccessibile”.

Dori, pertanto, non ha escluso la richiesta di intervento della Consulta: “Il conflitto in atto in questi giorni ha leso profondamente le prerogative del presidente di un organismo di garanzia e dei membri della Giunta”. E ancora: “Si è arrivati al paradosso di esprimere un voto sulla richiesta avanzata dalla Procura di Roma senza aver avuto accesso alla documentazione”. Il presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera ritiene che vi siano “gli estremi per sollevare la questione davanti all’Alta Corte” e “in questa direzione faremo i necessari approfondimenti”.

Il capogruppo dei deputati forzisti, Enrico Costa, invece, mostra la sua soddisfazione per il voto di oggi: “È la tesi che abbiamo sostenuto da sempre: che questa documentazione” mandata dalla Procura e “giunta tardivamente alla Camera dei deputati fosse inammissibile. È evidente che non potesse essere presa in considerazione”. Per Pietro Pittalis, relatore di azzurro in Giunta, afferma: “queste chat non aggiungono né tolgono nulla rispetto a quanto già deliberato dalla Giunta delle autorizzazioni perché non superano le criticità che sono state evidenziate e dunque ci saremmo aspettati dalla procura della Repubblica di Roma, semmai, in risposta la puntualizzazione delle questioni che abbiamo chiesto di specificare meglio o contestualizzare, altrimenti diventa una sorta di iniziativa esplorativa che apre le porte all’ipotesi di chat a strascico che coinvolgerebbero persone che non hanno nulla a che vedere con questa vicenda. Vicenda nella quale Delmastro non è indagato”.

Per il deputato meloniano Dario Iaia, “l’opposizione fa un errore tecnico, perché mette sullo stesso piano la messaggistica e i documenti”. Detto questo, “Pd e M5s usano due pesi e due misure. Basta andare a vedere tutta la vicenda Scarpinato: lui e i 5 stelle si sono opposti fermamente alla lettura delle intercettazioni tra il senatore e l’ex magistrato Natoli, indagato per favoreggiamento alla mafia”. La pentastellata Daniela Torto parla di “giunta usata per aiutare la camorra” e chiede:“Con i numeri avete soppresso le garanzie del Parlamento e il lavoro dei magistrati. Ma se dite che non c’è niente da nascondere, allora perché non le date ai giudici? La verità deve uscire!”. Netto anche il deputato del Partito Democratico Federico Gianassi: “Non solo gli esponenti di maggioranza attaccano il lavoro della Procura, non solo impediscono gli approfondimenti necessari, non solo si ostinano a mantenere nascosti gli scambi tra Delmastro e persona condannata per reati gravi al costo di sacrificare un procedimento penale in corso, ma hanno pure affermato che i contenuti delle chat non aggiungerebbero e non toglierebbero nulla. Come fanno a dirlo? È un’affermazione gravissima”. Gianassi si chiede: “La maggioranza è a conoscenza del contenuto di quelle conversazioni, mentre ai parlamentari dell’opposizione chiamati a pronunciarsi ne è stata impedita la consultazione? Su questo aspetto occorre fare piena luce”. Il voto dovrebbe svolgersi domani pomeriggio verso le 16,30.

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