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Le due facce di Calenda: su X sta con Meloni, ma su Instagram la attacca

Il leader di Azione sta confondendo gli elettori sulla posizione assunta dal suo partito in merito al vertice di Tivat assumendone due opposte a seconda del social di riferimento

Le due facce di Calenda: su X sta con Meloni, ma su Instagram la attacca
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Che Carlo Calenda, leader di Azione, non sia esattamente un faro di coerenza è un dato di fatto: i posteri non lo ricorderanno per la fermezza delle sue posizioni, semmai per la velocità con cui le cambia. Nelle ultime ore, però, il leader di Azione si è superato, inaugurando ufficialmente l'era della politica quantistica: una linea di partito che esiste e non esiste contemporaneamente, a seconda del social network che si decide di leggere. Il contesto è quello del vertice Ue di Tivat in Montenegro al quale Giorgia Meloni non ha partecipato perché impegnata a Reggio Calabria per il 212° anniversario dell’Arma dei Carabinieri che si è protratto più del dovuto e di quanto sarebbe stato prevedibile.

A sinistra è scattata la solita, prevedibile strumentalizzazione e Matteo Renzi non ha mancato di ironizzare sul concetto della premier che perde l'aereo. Ma Calenda no e con il petto in fuori, su X, ha spiegato che gli sembra “una polemica stupida. Quando sei al governo capita che si accavallino appuntamenti istituzionali e che ne abbia a risentire l'agenda. Non facciamo polemiche sul nulla”. E fin qui nulla da eccepire. Poi però basta cambiare social e cambia anche la posizione di Calenda. Su Instagram, infatti, il segretario di Azione ha condiviso un’immagine promozionale del raccolta del 2x1000 di Azione in cui si vede un’immagine del vertice di Tivat ovviamente senza Meloni: “Vertice Ue-Balcani. Indovina chi manca…”. E sotto il commento di Calenda: “Siamo tornati all'età degli imperi ma questa volta noi potremmo essere le colonie. Il compito dell'Italia deve essere quello di guidare la costruzione per gli Stati Uniti d’Europa”.

Ma come? Perché su X è una polemica stupida e su Instagram, invece, diventa l'alba del colonialismo e la fine della civiltà europea? Forse una spiegazione però c’è, perché basta tornare su X per leggere un terzo post: “Non comprendo che senso ha per l’Italia non essere a Londra a misurarsi, insieme ai grandi Paesi europei, su questioni vitali per la nostra libertà collettiva. Ho l’impressione che a questo inizio di campagna elettorale corrisponderà il ritorno ad un dibattito ombelicale mentre il mondo intorno a noi diventa più instabile e pericoloso. Siamo tornati all’età degli imperi ma questa volta noi potremmo essere le colonie, e c’è un solo modo di evitarlo: costruire unità tra i grandi paesi europei e guidare la costruzione degli Stati Uniti d’Europa”. Insomma, la foto del Montenegro e un pezzo della didascalia usata per il vertice sull'Ucraina Londra su X.

Viene il sospetto che Calenda pensi che i suoi elettori non siano molto attenti. O forse, più semplicemente, prima di candidarsi a guidare la costruzione degli Stati Uniti d’Europa dalle parti di Azione dovrebbero almeno a controllare le bozze prima dell’invio.

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